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  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

Italiani spreconi, ma si può migliorare

Se una recente indagine del Ministero dell'Ambiente evidenzia che lo spreco alimentare è ancora troppo alto nel nostro Paese, la Legge Gadda ci consentirà di riutilizzare il 36% del cibo che precedentemente veniva buttato. Quindi presto la situazione
Verdure fresche

Se lo spreco alimentare sta diventando un problema grave a livello globale - per 850 milioni di persone che soffrono la fame, il doppio mangia troppo e male - le contromisure esistono e si devono intraprendere con decisione.

Lo dimostra una recente indagine sugli usi alimentari nel nostro Paese.  Nel 2017,  osservando  un panel di 400 famiglie che si sono prestate ad annotare i loro sprechi di cibo e le modalità con cui avvengono, il progetto Reduce del Ministero dell’Ambiente, insieme con l’Università di Bologna e con la campagna Spreco Zero di Last Minute Market, ha quantificato gli sprechi degli italiani in 2,2 tonnellate di alimenti, per 8,5 miliardi di euro, cioè lo 0,6% del Pil. In altre parole, ogni italiano sprecherebbe 37 chili all’anno, per 250 euro pro capite. 

La buona notizia è che il 36% del cibo ancora utilizzabile potrà essere recuperato grazie alla legge Gadda del 2016, che ha reso più snelle le procedure per le donazioni di alimenti invenduti alle persone bisognose. 

Secondo l’economista Andrea Segré - docente dell’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market, società che da quindici anni si occupa di creare un circolo virtuoso nel recupero di alimenti, farmaci e molto altro - con ciò che si spreca al mondo si potrebbe nutrire il doppio delle persone che oggi soffrono la fame:un con ciò che si spreca al mondo si potrebbe nutrire il doppio delle persone che oggi soffrono la fame: una consapevolezza da cui non si può prescindere e che deve riguardare tutti. A partire da alcuni semplici accorgimenti di buon senso: programmare i pasti; evitare gli acquisti d’impulso; conservare bene gli alimenti; controllare le date di scadenza per consumarli in tempo utile. Farà bene al portafogli, alla coscienza e un pochino anche al pianeta. 

Elena Bianco