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Girolomoni realizza il molino e chiude la filiera

di Alessandro Ragazzo
Un progetto da oltre 3 milioni di euro per il pastificio marchigiano, che porterà la cooperativa ad essere il primo pastificio biologico italiano a chiudere la filiera, dal seme al piatto
Girolomoni realizza il molino e chiude la filiera

Il sogno di Gino Girolomoni, pioniere del biologico e fondatore dell’omonima cooperativa, oggi diventa realtà. Sono iniziati i lavori che porteranno entro il 2019 alla costruzione di un impianto di molitura all’avanguardia direttamente collegato al pastificio che sorge a Isola del Piano (Pesaro Urbino), sulle colline marchigiane. Grazie al molino di proprietà, la ditta potrà controllare come si lavora il grano in ogni fase, dalla coltivazione alla raccolta, dalla pulitura alla macina, per ottenere una semola sempre fresca e garantire un gusto unico alla sua pasta.

Il molino permetterà di valorizzare il grano dei 200 agricoltori soci della cooperativa, la cui qualità è garantita dai controlli degli enti certificatori e dal rapporto diretto della Girolomoni con le aziende agricole. Il pastificio marchigiano rappresenta un punto di riferimento in ambito di agricoltura biologica, per aver affrontato una sfida imprenditoriale da molti punti di vista, da quelli agricoli, politici, regolamentari, sociali a quelli culturali. Il progetto che si appresta ad affrontare rimarca le fondamenta su cui si è costituita e la rende di nuovo pioniera: la Girolomoni sarà la prima cooperativa agricola e biologica ad aver costruito tutta la filiera, come risultato di quarant’anni di esperienza, di sogni desiderati ed esigenze raccolte sul campo.

L’investimento supera i 3 milioni di euro. «Si tratta per noi di una scelta strategica molto importante – spiega il presidente della cooperativa agricola Giovanni Girolomoni – e quello di avere un nostro molino è sempre stato uno dei sogni di mio padre Gino, ma fino a pochi anni fa non potevamo realizzarlo perché mancavano i numeri per garantirne l’efficienza. Adesso siamo pronti per il grande salto di qualità».

Sarà realizzato il più piccolo molino industriale a cilindri che si possa costruire; ha una potenzialità di 100 tonnellate il giorno e 20 mila tonnellate l’anno (calcolate su 200 giorni di produzione). «È il doppio del fabbisogno attuale ma vogliamo investire nel futuro – prosegue Giovanni Girolomoni – e abbiamo in previsione anche d’installare una nuova linea per lavorare pasta corta, che ci porterà a raddoppiare l’attuale produzione. Inoltre sarà ampliata la capacità di stoccaggio delle materie prime».

In sintonia con la filosofia che anima la cooperativa, il molino farà un’operazione che salvaguarda e mantiene intatte tutte le caratteristiche pregiate del grano. L’impianto permetterà di avere una semola integrale di alta qualità, mantenendo oltre alla crusca anche il germe di grano.

L’incarico per la costruzione dell’impianto è stato affidato alla Ocrim di Cremona, un’azienda 100% italiana come la Girolomoni, che ha compreso le potenzialità del progetto e si impegnerà per raggiungere questo importante obiettivo entro il 2019.

«Fatto il punto, è semplice sapere da dove si viene e dove si deve andare – afferma vice presidente della Ocrim Sergio Antolini e il nuovo molino sarà una costruzione dove si è pensato in modo diverso, dove si applicheranno tecniche e processi non solo intelligenti ma anche geniali, con soluzioni solo in apparenza semplici e dirette».

La struttura, a minimo impatto ambientale, sarà dotata di un ascensore in vetro con vista su San Marino, di pannelli fotovoltaici sul tetto e al suo interno avrà anche un mulino a pietra, usato per alcune farine e semole speciali.