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In Italia è car e bike sharing mania

di Alessandro Ragazzo
Nel Rapporto nazionale sulla Sharing Mobility dell’Osservatorio Nazionale emerge una penisola che non t’aspetti, tra i migliori in Europa
In Italia è car e bike sharing mania, tra i migliori d'Europa

Non sembra ma qualcosa a livello di mobilità sostenibile si sta muovendo pure in Italia. Specie nelle grosse città. Sempre più italiani usano il car sharing, il bike sharing e il carpooling, ossia la mobilità condivisa. Merito anche delle applicazioni, che consentono di prenotare il servizio in pochi istanti ed evitare di perdere troppo tempo.

I dati emergono dal secondo Rapporto nazionale sulla Sharing Mobility dell’Osservatorio Nazionale e promosso dal Ministero dell’Ambiente e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Nel triennio 2015-2017, il totale dei servizi di mobilità condivisa considerando tutti i principali settori di attività (carsharing, bikesharing, scootersharing, carpooling, aggregatori) è aumentato mediamente del 17% all’anno. Dal punto di vista territoriale, le regioni del sud sono quelle che hanno fatto registrare una crescita più forte, più 57% nel triennio considerato. Negli stessi anni, l’aumento dei servizi di sarin 16 mobility è stato invece pari al 31% sia per il centro che per il nord Italia. A fronte di questa crescita, il totale dei servizi sparsi sul territorio italiano al 31 dicembre 2017 era 357, ripartiti con una netta maggioranza nelle regioni del nord Italia, 58% dei servizi totali, il 26% diffusi nelle regioni del Mezzogiorno, il 15% al centro e l’1% di servizi attivi su scala nazionale.

Ciò che emerge dall’analisi, degli 82 progetti ammessi al finanziamento è la forte domanda verso la mobilità condivisa; tra le diverse tipologie d’intervento, questa occupa con il 12,6% del totale dei costi pari a 147,4 milioni per la realizzazione degli interventi, una posizione importante dopo quella relativa ai percorsi ciclabili e pedonali con il 48,1%; segue il 9,6 % per integrazione modale, il 7,3% per agevolazioni-incentivi, il 6,7% per azioni di mobility management, il 5,9 % per servizi di trasporto collettivo, il 3,7% per moderazione del traffico, il 3,7 % per sistemi intelligenti di trasporto (Its), il 2,5 % per servizi di accompagnamento a scuola a piedi o in bicicletta.

Dal territorio proviene una richiesta verso la sharing mobility; sono 60 i progetti presentati su questo tipo d’intervento tra cui una gran parte riguardano il bikesharing con 52 progetti, seguiti da quelli per il carsharing, carpooling e scootersharing.

Per il bikesharing, tra le Regioni spiccano, per numero di progetti, l’Emilia Romagna (8), la Lombardia (7), seguite da Lazio e Toscana (5). Gli enti locali richiedenti sono di dimensioni molte varie: tra le maggiori città, Milano, Torino, Reggio Calabria, Sassari, Firenze e le grandi aggregazioni come la Città metropolitana di Roma, Milano, Torino, l’Unione Comuni Nordest di Torino e della Romagna Faentina, ma anche aggregazioni di entità demografica minore come quella con Avezzano capofila di tre comuni, Lecce di sette, Molfetta di tre, Erice di otto, Spilamberto di cinque. Tra le città medio grandi Ferrara, Messina, Foggia e Bolzano.