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La rivincita dei “giocattoli rotti”. Facebook fa bene agli animali, parola di Alan

di Cristina Colombera
Il social network, in pole position per adozioni e appelli, diventa occasione di incontri, amicizia e solidarietà verso i più deboli
Alan e la chiave dei cuori

Se Alan, con il suo body di Batman, avesse il dono della parola, spezzerebbe subito una lancia a favore di Facciadalibro, spesso contestato ma sempre e comunque sovra frequentato. Nel social di “Zio Zack”, si sa, si trova di tutto. Ma, come in ogni cosa, basta saper guardare. Mica con gli occhi, bensì con il cuore, verso tutti i quattrozampe bisognosi d’aiuto. Verso gli invisibili.

Paprika
Paprika

È qui che si apre un mondo fatto d’amore, empatia, solidarietà. Dove randagi con zero aspettative di sopravvivenza incontrano angeli capaci di donare loro una nuova, meravigliosa, incredibile vita. Alan, Dida, Betty, Tato Ray, Paprica, Martino, Ron, Ariel, Volvo e Patapuffete sono tutti mici disabili o, come li chiama qualcuno, giocattoli rotti.

Di rotto, in realtà, c’è solo il cuore di chi la disabilità ce l’ha nella testa, vuoi per convinzione, vuoi per educazione, vuoi per convenzione… o convenienza.

 

Sopprimere un animale disabile comporta sicuramente meno problemi del curarlo. Dargli una possibilità, al contrario, apre un mondo da cui non si può più tornare indietro.

Alan
Alan appena salvato

E qui entra in gioco Facebook e il gruppo “Alan e la chiave dei cuori”, che racchiude persone di ogni età ed estrazione sociale, cultura, provenienza. C’è chi abita in Francia e chi a Verona, Bologna, Torino, Ravenna, Milano, Roma e poi giù per lo Stivale fino alla Sicilia. Tutti accomunati dall’amore per piccoli esserini indifesi a quattro, tre e anche due zampe, ciechi, sordi e guerci, insieme a una banda di “normodotati” con cui convivono in assoluta serenità.

Quello di Alan più che un gruppo ormai è una vera e propria famiglia, il più bell’esempio di integrazione razziale tra umani e animali, che una volta o due l’anno si incontra per stare insieme all’insegna dell’amicizia e della solidarietà.  Perché, incredibile a dirsi, proprio dai gatti sono iniziate “relazioni umane da post”, di quelle che – di commento in commento – si sono tramutate in incontri, abbracci e affetti destinati a durare nel tempo.

Tato Ray
Tato Ray

È il potere magico dei gatti. È la sensibilità di chi si prende cura degli indifesi, la responsabilità di spremere una vescica una o due volte il giorno, pulire una lettiera, cambiare un pannolino, infilare una calzamaglia o un body, “trattare” creature apparentemente sfortunate ridando loro dignità. L’ “apparentemente sfortunate” non è a caso, un gatto disabile “non sa” di essere tale: corre, gioca, salta (come può), combina guai, disfa coscienziosamente l’albero di Natale, si attacca alle tende, mangia, beve e dorme come tutti gli altri. Ma ha una marcia in più: dopo l’iniziale paura e diffidenza, dopo lo sconcerto di un cambiamento radicale che, dalla strada dove veniva scacciato, deriso, umiliato, lo porta al caldo di una vera casa, arriva la gratitudine. Un po’ come succede alle persone, chi ha tanto sofferto matura in sé consapevolezza e sensibilità fuori dal normale, empatizza, insomma.

ArcobalenoA siglare l’aura energetica che aleggiava sulle persone presenti all’incontro di sabato 17 marzo è arrivato anche un’incredibile arcobaleno che ha solcato il cielo sopra l’Agriturismo Borgo del Taglio, nel bolognese: proprio nel giorno di San Patrizio, Madre Natura ha regalato la visione dell’inizio del fenomeno tra gli alberi, il prato sorgente luminosa stessa del miracolo atmosferico. E a qualcuno è venuta voglia di andare a cercare la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno. Poi ci ha ripensato, c’erano dei gatti ad aspettarlo.

Ed è così che i giocattoli rotti hanno aggiustato molti cuori.