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Si è spento Vittorio Taviani, aveva 88 anni. Una lunga carriera sempre col fratello Paolo

di Redazione Spettacoli
"Padre padrone", "La notte di San Lorenzo", "La masseria delle allodole", "Cesare deve morire", "Una questione privata". Sono solo alcuni dei film diretti dai fratelli Taviani, Paolo e Vittorio, che si è spento a 88 anni
Il regista era molto malato. Per lui niente camera ardente nè funerali
A dare la triste notizia è stata la figlia Giovanna. Il corpo verrà cremato

Il loro film più recente è uscito in sala il 1° novembre al 2017. Una questione privata (con Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy, Valentina Bellé) è un dramma che rilegge con rigore e rispetto un testo monumentale della letteratura italiana, l’omonimo romano di Beppe Fenoglio. Erano inseparabili i fratelli Taviani, e insieme hanno realizzato alcune delle pellicole più significative e importanti della cinematografia italiana. Sempre uniti, fino a oggi, quando una lunga malattia ha portato via Vittorio (88 anni), più grande di Paolo di due anni. Ad annunciarlo all’ANSA è stata Giovanna (anche lei cineasta), figlia di Vittorio, che ha aggiunto che per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente nè funerali, e il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.

Da sempre appassionato di cinema, Vittorio sin da giovanissimo anima il cineclub di Pisa (dove studiava legge) e di Livorno, insieme al fratello e al partigiano Valentino Orsini. I tre, abbandonati presto gli studi, iniziano a realizzare dei documentari a sfondo sociale, coraggiosi e sempre politicamente orientati a sinistra.

Il verso esordio al cinema avviene nel 1962, quando i Taviani e Orsini firmano il lungometraggio Un uomo da bruciare, con Gian Maria Volonté, ispirato alla vita di Salvatore Carnevale, contadino attivo nel sindacato e nel movimento contadino, freddato da killer in Sicilia nel 1955. Un film, forte ed emotivo, vince il Premio della Critica alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 1967 i Taviani iniziano il loro percorso senza Orsini e firmano Sovversivi e due anni dopo Sotto il segno dello scorpione sempre con Gian Maria Volontè.

I primi premi internazionali arrivano nel 1972, quando il film San Michele aveva un gallo conquista il Premio Interfilm a Berlino, E’ poi la volta di Allonsanfàn con Marcello Mastroianni e Lea Massari (1974), pellicola molto acclamata dalla critica. La fama mondiale arriva nel 1977 con il film Padre padrone, uno dei più famosi della loro filmografia, che vince Palma d'Oro e Premio della Critica al Festival di Cannes: a consegnarla è il presidente della giuria Roberto Rossellini mentre in Italia viene loro assegnato un David di Donatello Speciale e un Nastro d'Argento.

La carriera di Vittorio Taviani, inscindibile da quella di Paolo, segna un altro importante punto d’arrivo con La notte di San Lorenzo (1982), storia drammatica di un gruppo di uomini e donne che fuggono dai tedeschi nel tentativo di raggiungere una zona occupata dagli alleati; grazie a questa pellicola i Taviani vincono il Gran Premio della Giuria a Cannes, David e Nastri d'Argento per la regia e la sceneggiatura.

Nell'86 arriva il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia, mentre il loro percorso artistico prosegue con Good Morning Babilonia (1988), Le affinità elettive (1996), ispirato all'omonimo romanzo di Goethe, Tu ridi (1998), La masseria delle allodole (2007) solo per citare i film più importanti.

Nel 2012 i Taviani stupiscono ancora tutti, portando al Festival di Berlino Cesare deve morire, film che in stile documentaristico segue la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare a opera dei detenuti del carcere di Rebibbia, diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. La pellicola vince il Leone d’oro e viene poi scelta per rappresentare l’Italia alla notte degli Oscar nella categroia miglior film in lingua straniera.

Tra le ultime opere ricordiamo Meraviglioso Boccaccio del 2015, in cui Paolo e Vittorio Taviani hanno adattato cinque novelle del Decamerone alle esigenze del XXI secolo, cercando un confronto con le paure dei giovani contemporanei.