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Arrestati 4 medici: protesi in cambio di cesti di Natale e soggiorni a Parigi e in Alto Adige

Sono finiti ai domiciliari professionisti molto conosciuti e affermati del Galeazzi e dell'Istituto ortopedico Cto-Pini. Di questo ospedale anche il direttore sanitario. In carcere invece l'imprenditore di Monza Tommaso Brenicci per corruzione
Arrestati quattro primari e una manager

Milano - "Il Piano Anticorruzione verrà attuato al Pini al più presto". Così si esprimeva il 27 marzo dello scorso anno, durante il programma Porta a Porta, dopo l'arresto del primario Norberto Confalonieri, Paola Navone, direttore sanitario dell'Istituto Ortopedico Cto-Pini, finita oggi agli arresti domiciliari assieme a quattro medici e a un imprenditore (per lui è scattato il carcere) nell'ambito della nuova inchiesta milanese con al centro l'accusa di corruzione per presunte tangenti nell'ambito delle forniture ortopediche. "Abbiamo fornito alle autorità che ce l'hanno chiesta la lista di tutte le attività sugli impianti protesici, che fanno parte di un flusso di dati che è controllato", aveva spiegato la Navone, 60 anni, che è stata anche responsabile del Noc (Nucleo operativo di controllo della Asl di Milano). La manager del Pini venne anche sfiorata da un'inchiesta di una decina di anni fa che riguardava presunte falsificazioni di cartelle cliniche per rimborsi sanitari all'ospedale San Carlo ed è sempre lei che risulta essere fra i firmatari del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e delle illegalità per gli anni 2016-2018 del Pini/Cto.

"Il Pini è l'ospedale più facile del mondo! (...) perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!". Così si esprimeva l'imprenditore Tommaso Brenicci, titolare di una società di Monza del settore sanitario, che oggi è finito in carcere a seguito di intercettazioni ambientali. E i favori alla manager del Pini si sprecavano, a quanto risulta dalle indagini. Si parla infatti della promessa di uno stage per la figlia in una delle società di Tommaso Brenicci, un cesto di Natale da mille euro e il pagamento spese per un congresso a Parigi e uno in Alto Adige. In cambio, secondo gli investigatori, Paola Navone avrebbe favorito l'introduzione nel suo istituto ortopedico di un dispositivo per la diagnosi di infezioni articolari commercializzato dallo stesso imprenditore con una società riferibile anche ad altri due primari arrestati: le persone destinatarie oggi del provvedimento degli arresti domiciliari firmato dal gip Teresa De Pascale sono, infatti per l'Istituto Ortopedico Pini-Cto, Paola Navone, direttore sanitario, Giorgio Maria Calori, responsabile dell'unità operativa di Chirurgia ortopedica riparativa e Carmine Cucciniello, direttore dell'Unità di ortopedia correttiva. Oltre a loro, la Guardia di finanza ha provveduto agli arresti anche di Lorenzo Drago direttore laboratorio analisi, e di Carlo Luca Romanò responsabile di chirurgia ricostruttiva, entrambi primari del Galeazzi.

Tutta l'indagine nasce da uno sviluppo di quella che un anno fa aveva portato agli arresti un altro primario del Pini-Cto Norberto Confalonieri.