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Cavallini Sgarbi: lo stupore della bellezza

di Antonio Devetag
"Vado alla ricerca di ciò di cui non si conosce l’esistenza, per sua natura introvabile, anzi incercabile", dice Vittorio Sgarbi per l'inaugurazione della mostra di Ferrara, riassunto di una famiglia che ha fatto della propria dimora un’opera aperta
Maddalena Penitente, di A. Cavallucci
Maddalena Penitente, di A. Cavallucci

“Così la casa di cui quella figlia avrebbe dovuto, nei desideri del genitore essere custode, non è mai stata una casa, ma un mondo aperto, un’opera aperta”: Elisabetta Sgarbi, fondatrice della casa editrice La Nave di Teseo,  introduce la bella mostra di cui è la curatrice, intitolata “La Collezione Cavallini Sgarbi, da Niccolò dell’Arca e Gaetano Previati. Tesori d’arte per Ferrara” che resterà aperta fino al 3 giugno nel magnifico Castello Estense.

Un momento dell'inaugurazione
Un momento dell'inaugurazione

Sono centotrenta opere di pittura e scultura che spaziano dal Quattrocento alla metà del Novecento che rappresentano anche e non solo, sempre secondo Elisabetta e suo fratello Vittorio “quarant’anni di collezionismo vorace” e che ripropone nelle sale ferraresi la propria dimora, in una sorta coltissima madeleine di una famiglia che ha fatto dell’arte e della cultura ragione di vita aperta per chi ha ancora voglia di stupirsi.

Gaetano Previati, Cristo Crocefisso
Gaetano Previati, Crocefisso

 

 

Vittorio Sgarbi, da parte sua dichiara il senso stesso della collezione, che deriva da un difficile proposito iniziale : “Non avrei più acquistato ciò che era possibile trovare di cui si poteva presumere l’esistenza – dice il critico d’arte -  ma soltanto ciò di cui non si conosceva l’esistenza, per sua natura introvabile, anzi, incercabile”  come il magnifico San Domenico in terracotta che Niccolò dell’Arca modellò nel 1474.  E molti altri capolavori aspettano di essere ammirati a Ferrara, che portano la firma di  Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Filippo De Pisis, Arrigo Minerbi, Ulderico Fabbri.

Non solo: da ammirare  i notevoli capitelli scolpiti nel 1484 dal ticinese Domenico Gagini per la confraternita di Santa Maria dell’Annunziata di Palermo, le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis, e una straordinaria raccolta di preziosi dipinti eseguiti tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

Nella mostra ai pittori nati o attivi a Ferrara come Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo,  si affiancano autori rari come Bernardino da Tossignano, Francesco Zaganelli, Liberale da Verona, Jacopo da Valenza, Antonio da Crevalcore, Giovanni Agostino da Lodi, Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, Johannes Hispanus, Bernardino da Tossignano, Francesco Zaganelli, Bartolomeo di David, Lambert Sustris.

Guido Cagnacci, La vita umana
Allegoria della vita umana, Cagnacci

 

Da ricordare una magnifica Madonna con Bambino di Boccaccio Boccaccino, Cleopatra di Artemisia Gentileschi, la Madonna del latte di Antonio Cicognara, del 1490, il San Girolamo di Jusepe de Ribeira, il Ritratto di Francesco Righetti del Guercino.

Ma anche un significativo Allegoria della vita umana di Guido Cagnacci che Vittorio trovò negli Stati Uniti “rappresentata dal corpo nudo – scrive Sgarbi - di una donna bellissima, una donna dal pittore sicuramente amata, che il pittore sente così attraente che, attraverso le sue forme, ci offre una rappresentazione travolgente dei valori erotici, sensuali, carnali. Se si può parlare di idealismo a Bologna, nella figura di Guido Reni e dei suoi seguaci, di realismo a Roma, nella figura di Caravaggio e dei suoi interpreti, cʼè una terza via, la via Romagnola, che è la via dei sensi, della carnalità, della bellezza femminile attraente e desiderabile.” Orari di visita: dal lunedì al venerdì 9.30 - 17.30,  sabato e domenica 9.30 - 18.00 - Orario di chiusura posticipato alle 18.30* nei seguenti giorni: 31 marzo, 1, 2, 25, 28, 29 e 30 aprile, 1 maggio, 1, 2 e 3 giugno.

 

Antonio Devetag

Ulteriori informazioni:  www.castelloestense.it

Nelle foto: Maddalena penitente di Antonio Cavallucci, Cleopatra di Artemisia Gentileschi, Madonna del Latte di Antonio Cicognara, San Domenico di Niccolò dell'Arca