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  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

La felicità, intesa come hygge, sarà Patrimonio Unesco?

di Elena Bianco
La Danimarca, da sempre fra i Paesi più felici al mondo, lancia questa sfida: fare dell'hygge, la capacità di gioire delle piccole cose insieme ai propri cari, un Patrimonio Immateriale Unesco. Se riuscisse ne saremmo tutti felici
Momento hygge - credit Thomas Rousing
Momento hygge - credit Thomas Rousing

Parliamo ancora del fenomeno  hygge, termine finlandese intraducibile con un’unica parola, ma che significa  felicità di condividere con chi si ama le piccole gioie semplici della vita di ogni giorno. Una parola diventata popolarissima dopo la pubblicazione dei risultati del World Happiness Report, cioè del Rapporto Mondiale sulla felicità 2018. Quest’anno, infatti hanno vinto i finlandesi, ma i danesi sono sempre sul podio da più di quarant’anni.

Ecco perché la Danimarca si è fatta promotrice del progetto di richiesta di iscrizione di hygge al Patrimonio Unesco
Aggiungendo hygge alla lista dei patrimoni culturali intangibili, infatti, si vuole fare riconoscere ufficialmente il suo valore di vero e proprio “antidoto” alle ansie della nostra epoca. Il gruppo danese che sta portando avanti il progetto di candidatura, si augura che i benefici dell’approccio hygge possano diffondersi ancora di più e che si possa vivere hygge in maniera davvero autentica, regalando un pizzico di felicità (danese) al mondo intero.
Tra gli esperti coinvolti per il conseguimento di questo traguardo ci sono  Meik Wiking – Fondatore e Amministratore Delegato dell’Happiness Research Institute  e il Professor Jeppe Trolle Linnet, antropologo, che ha studiato a fondo il fenomeno