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Innovazione digitale: le aziende italiane fanno fatica a crescere

Due terzi delle imprese sono indifferenti alla digitalizzazione dei processi produttivi, anche perché si tratta di pmi o realtà attive in settori tradizionali, com'è nella nostra storia. Il 48,7% ha comunque svolto attività innovative
Innovazione digitale: le aziende italiane devono recuperare terreno

La trasformazione digitale fa ancora fatica ad inserirsi nel sistema in italiano. A rivelarlo è la sesta edizione del Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi. Due terzi delle imprese sono praticamente "indifferenti" alla digitalizzazione dei processi produttivi: il 63% le aziende, per lo più piccole e attive in settori tradizionali (di base al Centro o al Sud), hanno una bassa digitalizzazione. Il 32% ha una media, solo il 5% ha un'alta digitalizzazione. Si tratta di medio-grandi imprese che operano nel settore dell'elettronica, delle bevande, delle telecomunicazioni, degli alloggi e dell'informatica.

L'Italia ha un potenziale di trasmissione dell'innovazione di prodotto superiore a quello di processo. Nel triennio 2014-2016, il 48,7% delle aziende italiane di industria e servizi di mercato con almeno 10 addetti ha svolto attività innovative. Il 30,3% sono "Innovatori forti", per cui innovano prodotti e processi; quasi il 25% sono "Innovatori di prodotto", ma non di processo; il 18,5% sono "Innovatori di processo", ma non di prodotto; circa il 22% sono "Innovatori soft", poiché si concentrano sulle novità per l'organizzazione e il marketing; il 4,9% sono "Potenziali innovatori", ossia hanno svolto attività innovative, ma non innovazioni. In ogni caso la quota di innovatori è in aumento rispetto al biennio 2012-2014.