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Scade il 10 aprile la presentazione del Def, si farà in tempo a evitare l'aumento Iva?

Farà in tempo il nuovo esecutivo insediarsi per questa data che sembra già una mannaia per il commercio? Rischio desertificazione dei negozi di vicinato
Scade il 10 aprile la presentazione del Def, si farà in tempo a evitare l'aumento Iva?

L'Iva aumenterà? Pagheremo più tasse per i beni di consumo? Ancora presto per dirlo, ma i tempi stringono. Secondo la bozza del Documento Economia e finanza, gli interventi sull'Iva messi in campo per ridurre l'evasione ed evitare l'innalzamento dell'aliquota fiscale funzionano, ma sarà il prossimo governo a dover decidere se aumentarla. Le scadenze del Def, però, non sono in linea con i tempi previsti per la formazione di un nuovo esecutivo.

Il Documento di Economia e finanza deve infatti essere presentato in Parlamento il 10 aprile, importante banco di prova per la nuova assemblea. Ben più di un monito arrivano dalla Commissione Ue all'Italia e aumentare la possibilità di sforare il 3% del deficit in una rinegoziazione con Bruxelles, sarebbe non solo difficile, ma neanche basterebbe per Flat Tax, Reddito di cittadinanza e abolizione della Fornero.

Come si può evitare l'aumento dell'Iva?

Il Def che arriverà in Parlamento porterà ancora le firme di Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan e si limiterà ad aggiornare la fotografia dell'economia italiana. Il rischio concreto è vedere schizzare l'Iva dal 22 per cento al 24% già dal prossimo anno. I dati positivi registrati da Istat a gennaio per discount ed e-Commerce non sono bastati a riportare in positivo il bilancio complessivo del commercio. 

Drammatici invece i dati sulla mortalità del settore: l'emorragia di attività di vicinato non si è fermata e, complessivamente, hanno chiuso senza essere sostituite circa 10mila imprese del commercio al dettaglio in sede fissa, al ritmo di 27 negozi in meno al giorno. "E' qui che torna di straordinaria importanza la necessità di bloccare gli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia" - si avverte da Confesercenti -  è una delle necessità più impellenti per fermare l'avanzare della desertificazione commerciale, mettendo altresì in campo misure mirate al sostegno delle attività di vicinato in maggiore sofferenza.Tra le altre proposte avanzate dall'associazione dei commercianti, l'estensione a tutte le tipologie di negozi, il tax credit già introdotto dalla legge di bilancio a favore delle librerie indipendenti: un credito di imposta tra i 10 e i 20mila euro, da utilizzare in compensazione per far fronte a oneri fiscali (Imu, Tasi, Tari) e al pagamento del canone di locazione di esercizio dell`attività.

Entro il 10 aprile quindi, il Governo, dovrebbe presentare in Parlamento il Documento di economia e finanza, ed entro la fine del mese alla Commissione europea. Ma, se tutto resterà come da programma, le consultazioni al Quirinale inizieranno solo il martedì dopo Pasqua quando, cioè il 3 aprile. Onere che petterebbe, per questo motivo, al governo Gentiloni.  Nella bozza del Def sono già contemplate l’aumento automatico di due delle tre aliquote Iva che saliranno dal 10% all’11,5 per cento e dal 22& al 24,2 per cento, già da gennaio: sempre che il nuovo esecutivo non trovi le coperture necessarie per disinnescare questo aggravio che, sicuramente, bloccherebbe ulteriormente l'economia.

Immagine rimossa.

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