Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! La vita è breve. Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto e non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangereSergio Bambarén

Insetti a tavola: quanti grilli per la testa!

di Elena Bianco
Sono proteine nobili. Sono stati approvati dalla Comunità Europea. Pare persino che abbiano un buon sapore, almeno a detta dei 2 miliardi di persone che li consumano regolarmente. Arriva il Novel Food, arrivano (presto) gli insetti a tavola
Grillo

Milano - Nella Comunità Europea si chiamano “Novel Foods”, cioè alimenti nuovi, termine dal suono rassicurante. Giuridicamente sono tutti quegli alimenti disciplinati dalla legislazione alimentare comunitaria con il Regolamento (CE) 258/97, cioè sono tutti quelle sostanze alimentari per le quali non è dimostrabile un consumo “significativo” all’interno dell’Unione Europea al 15 maggio 1997, data di entrata in vigore del Regolamento stesso.

Meno rassicurante è il loro aspetto: bachi, grilli, locuste, vermi e larve. L’Italia, caso più unico che raro in cui tutti ne siamo felici, è ancora indietro rispetto al resto d’Europa nel recepimento della Direttiva Comunitaria, che è entrata in vigore nel 2015, e che quindi dovrebbe essere diventata norma attuata.
Se , almeno fino al 1 gennaio 2018, dal punto di vista economico le aziende che in Italia operano nel settore del Novel Food si trovavano costrette ad “emigrare” all’estero dove la materia è già regolamentata, da quella data in avanti è a tutti gli effetti in vigore il Regolamento Europeo.

Finora, però, ancora nessuna specie di insetti è stata autorizzata a scopo alimentare; in primis, per la tutela della salute del consumatore, come specificato dal Ministera della Salute. Il cammino per l’ottenimento dell’autorizzazione alla somministrazione è lungo: va infatti richiesta alla Commissione Europea, seguendo le linee guida recentemente pubblicate dall’Efsa, l’Authority per la sicurezza alimentare con sede a Parma. Alcuni Paesi europei , in deroga locale, sono più tolleranti, ma si tratta di misure transitorie, che dovranno presto adeguarsi alla normativa comunitaria.

Nonostante questa “palude” normativa sia, soprattutto in Italia, piuttosto ostativa, sono già una decina gli allevamenti di cibo del futuro nel Bel Paese, soprattutto nel Nord-est e in Emilia Romagna.
Quindi se non si può ancora parlare di trend, il tempo in cui ordineremo al ristorante grilli fritti o compreremo al supermercato larve da fare in spiedini non è poi così lontano.

Meglio incominciare dunque a farsene una ragione, e soprattutto a ragionare da un’altra prospettiva. Se in noi infatti gli insetti provocano più o meno un certo disgusto - probabilmente legato al fatto che sono catalogati come parassiti in agricoltura - in altre culture assolutamente no. Anzi, in 112 nazioni, Africa, America Latina, Australia, Asia, per circa 2 miliardi di persone, gli insetti di circa 1.900 specie sono proteine nobili e rappresentano la parte succulenta della dieta quotidiana.  

Lo stesso Aristotele riferisce come le cicale fossero uno snack molto cool alla sua epoca e il sempiterno Plino il Vecchio annota la golosità dei suoi contemporanei per le larve di scarabeo. Vere raffinatezze gastronomiche. D’altro canto, non avendo mai provato, come si può dire che abbiano un cattivo sapore? E’ risaputo, a detta di chi abbia osato tanto, che le locuste aglio limone e sale sanno di gambero; che le camole della farina hanno gusto di nocciole tostate; che i grilli sono croccanti snack.

Iniziare ad abituarci all’entomofagia, cioè a mangiar insetti, è indice di una mente aperta al mondo e alle nuove tendenze: in fondo, persino l'aragosta non sempre è stata considerata la prelibatezza che ci appare ora.