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Salute alimentare anche a domicilio: si consuma sempre più frutta e insalata

di Elena Bianco
Una recente indagine promossa da Just Eat, colosso della consegna di cibo a domicilio, ha evidenziato una netta tendenza degli italiani a ordinare alimenti più sani, leggeri, sovente vegetariani. Il parere di Pietro Leemann, noto chef vegetariano
Insalata vegetariana

Le esigenze alimentari stanno diventando sempre più complesse e variegate, in deciso accordo con il tipo di vita che si fa, soprattutto nelle città. Vegetariani, vegani, intolleranti, allergici o semplici salutisti non sono più un’eccezione, e ormai ciascuno tende ad avere convinzioni ed esigenze precise in termini di alimentazione. A ciò si aggiunge il fatto che il boom mediatico dell’alta cucina, la tendenza a scoprirsi foodies e il desiderio di “ritornare a prodotti più naturali ha creato un circolo virtuoso nel desiderio di mangiare bene e buono.

Una tendenza che riguarda anche il food delivery, sempre più vario e ricco di possibilità. E’ quanto emerge dall’osservatorio Just Eat, leader mondiale della consegna a domicilio, secondo cui le richieste di healthy food sono cresciute a livello nazionale di oltre il 120% rispetto allo scorso anno. Una cifra decisamente importante.
Se un tempo il cibo a domicilio era spesso junk o quanto meno confort, giusto per usare un termine più “confortante” e meno colpevolizzante, oggi spopolano le richieste vegetariane, vegane, gluten free, senza lattosio, con cottura al vapore e tutte le declinazioni healthy che si possono immaginare (con un + 15% di ristoranti che sono entrati nel business dell'healthy delivery).

Le tendenze “particolari”
Nel comparto consegna a domicilio, il cibo salutare conquista nel 2017 il 12° posto con 5.000 kg di frutta, frullati, macedonie (+23%), 18.000 kg di insalata (+38%).  Quest’ultima è in gran spolvero per la possibilità di scegliere gli ingredienti; seguono poi, con gusti variabili per zona, il pollo con quinoa e avocado (a Milano), le polpette vegetariane o vegane di legumi (a Napoli), la ceasar salad (a Bologna),  le zuppe e le vellutate (a Torino), l’insalata di riso Venere (a Roma) e ovunque la novità assoluta rappresentata dal poke.
I  cibi gluten free crescono del 36%
. I dolci vegan del 22% (soprattutto torta alla frutta, cheese cake e tiramisù). Piacciono i burger vegetariani o veggy (+ 35%), e i centrifugati detox ed energizzanti (+48%) spesso abbinati a insalate o superfood (
alimenti che hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni, ad es. mirtilli, melograno, frutta secca).

Chi sono i più healthy, quando e perché
I milanesi sono in assoluto quelli che richiedono più di tutti gli italiani cibo salutare e quest’anno sono in grande crescita (+530%), seguiti dai fiorentini (+ 72%), dai romani (+173%) e dai torinesi (+16%). Ma la tendenza riguarda anche altre città italiane come Bari, Genova, Palermo, Napoli.
Prevalentemente il salutismo negli italiani si risveglia di giovedì (forse pre-week end) e nei mesi di aprile, maggio e giugno (e qui la prova costume detta legge).

Cosa ne pensa lo chef Pietro Leemann
Se poi ordinare cibo vegetariano o vegan è per il 41% semplicemente originato dalla curiosità di provare nuovi ingredienti, solo l’8% lo fa per mantenere una dieta rigorosa, dettata da forti convinzioni e che prosegue nelle preparazioni domestiche.  
«Non è fondamentale la motivazione da cui nasce l’effettiva tendenza in corso ad uno stile alimentare più salutare, quindi anche vegetariano », spiega Pietro Leemann, il noto chef  ticinese del ristorante Joia che ha fatto del vegetarianesimo una conseguenza della sua crescita interiore e della sua filosofia di vita. «Noi siamo quello che mangiamo, dunque quello che mangiamo ci cambia». In meglio, quindi, se mangiamo meglio.