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Olio extravergine d’oliva: Slow Food presenta una guida che aiuti il consumatore a scegliere

di Elena Bianco
Una guida on-line ai migliori oli italiani, un Presidio per tutelare le eccellenze, il racconto e la degustazione per imparare a riconoscere quello buono, pulito e giusto. Sol & Agrifood 17 aprile ore 11,30
Olio di Oliva

Verona - A Sol&Agrifood di Verona, il Salone internazionale dell'olio extra vergine d'oliva e dell'agroalimentare di qualità in concomitanza con il Vinitaly, martedì 17 aprile alle ora 11,30  verrà presentata una guida online Slow Food che sarà un sistema di tutela e promozione dell’olio extravergine d’oliva. Durante il convegno, dal titolo Un Presidio Slow Food per l’extravergine, si evidenzierà come la guida metta in campo tutti gli strumenti a disposizione della rete di Slow Food, forte di 32 anni di storia dell’associazione ha sperimentato: i migliori oli di circa 600 aziende realizzata grazie alle decine di soci e collaboratori in tutta Italia.

Le aziende segnalate fanno parte del Presidio Slow Food dell’olio extravergine italiano,  che tutela oliveti secolari di cultivar autoctone, gestiti senza l’uso di fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici; Durante l’incontro di venerdì, inoltre, si promuoverà il racconto e l’educazione sensoriale per imparare a riconoscere l’olio buono, pulito e giusto attraverso i Master of Food, gli eventi e le degustazioni organizzati dalle Condotte Slow Food locali.

Slow Food, d’altro canto, s’impegna da anni per sostenere un modello di produzione sostenibile e per aiutare i consumatori a orientarsi nel mondo dell’olio extravergine d’oliva. Un settore che si trova a fronteggiare più di ogni altro una pericolosa dicotomia. Da una parte un mercato dominato dai grandi marchi commerciali che hanno interesse a comunicare esclusivamente il prezzo, con una legislazione (e una burocrazia) che non fanno alcuna distinzione fra piccole realtà produttive e grandi marchi commerciali. Sul generale clima di sfiducia che già aleggia su questo prodotto, frodi e furbizie che periodicamente vengono portate alla luce non fanno altro che confondere ancor di più i consumatori e gettare nello sconforto chi prova a rispettare l’etica produttiva e le regole del gioco.

Dall’altra molti produttori locali che, nonostante tutto, continuano a mantenere in vita l’immenso patrimonio olivicolo nazionale, facendo leva su oltre 500 cultivar autoctone che popolano gli oliveti delle aree più vocate della nostra penisola. È un modello di produzione virtuoso perché assicura tutela del paesaggio e dell’ambiente e garantisce produzioni di pregio qualitativo non riproducibili nelle dimensioni industriali.
Slow Food è presente al Vinitaly di Verona nel padiglione 10 – I4 L4