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Onu: gli Stati Uniti e gli alleati chiedono una nuova inchiesta indipendente sulla Siria

Il testo tocca aspetti umanitari e politici, ma soprattutto chiede di indagare sull'uso di armi chimiche da parte delle truppe Damasco sulla popolazione e l'istituzione di una nuova indagine. Sarà in discussione da lunedì
Onu: gli Stati Uniti e gli alleati chiedono una nuova inchiesta indipendente sulla Siria
Nikki Haley, rappresentante permanente americana alle Nazioni Unite.

Washington (Stati Uniti) - Il giorno dopo le bombe sulla Siria, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia: hanno presentato nella notte ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione sulla Siria che dovrebbe essere discusso a partire da lunedì.

Il nuovo testo giunge dopo che il Consiglio di Sicurezza ha bocciato una risoluzione proposta dalla Russia per condannare gli attacchi militari di Usa, Regno Unito e Francia contro la Siria. Il testo non ha raccolto i 9 voti necessari per la sua approvazione. A favore hanno votato solo Russia, Cina e Bolivia. Otto i contrari e 4 gli astenuti. Il voto ha avuto luogo durante una riunione di emergenza del consiglio a New York, convocata dalla Russia per prendere in considerazione la bozza di risoluzione che esprimeva una "grande preoccupazione" per "l'aggressione" contro uno Stato sovrano che viola, secondo Mosca, "il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni unite".

Il nuovo testo che andrà in discussione tocca diversi aspetti, umanitari e politici, ma soprattutto chiede di indagare sull'uso di armi chimiche in Siria e chiede l'istituzione di un'inchiesta indipendente. Il progetto di risoluzione denuncia categoricamente tutti i casi di uso di armi chimiche in Siria, in particolare l'attacco a Duma del 7 aprile e stabilisce l'istituzione di un meccanismo per indagare su tali incidenti in base ai principi di "obiettività e professionalità". La bozza inoltre invita la Siria a collaborare pienamente con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), la cui missione è attualmente in Siria per raccogliere le prove sul presunto attacco chimico che avrebbe lasciato, secondo alcune ong sul posto, decine di vittime a Duma.