Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

Il governo cinese assegna i “crediti sociali”. Chi sgarra viene punito

Social Credit System cinese: l'esecutivo ha deciso di introdurre un sistema di valutazione dei comportamenti delle persone. Se il punteggio è basso, scatta la sanzione: niente viaggi e prestiti
La Cina e i crediti sociali ai cittadini

La Cina assegna i “punti” alle persone e chi sbaglia si becca una sanzione. Sotto la lente d’ingrandimento i comportamenti sociali dei cittadini.

Bollette, videogiochi, acquisti online: a ogni comportamento vengono assegnati dei crediti sociali, in parole povere, dei punti, proprio come succede con la patente.

Un vero e proprio sistema di valutazione, insomma, sulla condotta delle persone.

Chi ha un basso punteggio viene punito in modi diversi: in primis, pare, con il divieto di viaggiare e l’accesso ai prestiti. Secondo il Telegraph, a oggi 12 milioni di cittadini sono stati puniti col divieto di fare un qualsivoglia viaggio.

L’obiettivo dichiarato del governo è "migliorare la vita sociale e il rispetto della legalità". Quello che fa pensare a una sorta di Grande Fratello è che non è solo un discorso di rispetto delle leggi, ma anche di rispetto delle norme sociali, dall’ostruzione delle piste ciclabili al mancato pagamento delle multe, fumare in aree per non fumatori, prendere il treno senza biglietto o con quello sbagliato.

La formula errare humanum est, perseverare autem diabolicum, a conti fatti, in Cina non vale più.

Il sistema è in via sperimentale e riguarda solo una parte del Paese. Il governo, tuttavia, sembra intenzionato a potenziarlo per metterlo a pieno regime entro il 2020.

Una nota ufficiale descrive il sistema come qualcosa che creerà “un ambiente di opinione pubblica nel quale il mantenimento della fiducia sia percepito come glorioso”, e “che rafforzerà la sincerità negli affari governativi, quella commerciale, sociale e la costruzione della credibilità giudiziaria”

Lo dimostra il lavoro fatto con il gigante della vendita Alibaba, che altro non è che l'Amazon cinese, per sviluppare Sesame Credit, un sistema di punteggio che giudica gli utenti in base a quanto tempo giocano ai videogiochi, a quali prodotti acquistano online e ai comportamenti ricavabili online.

L'obiettivo?  La creazione di un enorme database in cui confluiscano i dati provenienti da social network, smartphone, polizia, tribunali e autorità fiscali per creare un “profilo” di ogni cittadino, con un rating simile a quello delle valutazioni online degli utenti ad alberghi e ristoranti di TripAdvisor.

Chi si comporta bene, per contro, sarà premiato.

La preoccupazione arriva dalle associazioni per i diritti umani, timorose che il sistema si trasformi in una sorta di “spia” non solo dei comportamenti sociali, ma anche di quelli politici.