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"Abbiamo il dovere di credere che le cose possano cambiare"

di Aurora Edoardi
"Non sono un nostalgico: rispetto il passato e lo vedo come una pedana per vivere il presente in prima linea e fare un salto nel futuro", dice Red Canzian in questa INTERVISTA ESCLUSIVA in cui presenta il nuovo tour, al via dal 4 maggio
Il cantautore ex bassista dei Pooh parla del suo nuovo tour e dell'album Testimone del tempo
Il cantante Red Canzian: il suo tour è composto da 14 concerti in cui racconta la stroria i 50 anni di musica.

“Sarà uno show bellissimo, lo spettacolo più coinvolgente ed emozionante che il pubblico abbia visto negli ultimi anni”. Con queste parole che trasudano entusiasmo, passione ed una incontenibile voglia di salire sul palco e intrattenere le folle, Red Canzian descrive il suo nuovo tour Testimone del tempo, che dal 4 al 27 maggio lo porterà nei teatri di quattordici città italiane. Si parte da Padova con un concerto che, promette il sessantaseienne musicista trevigiano, non deluderà i fan.

“Ci sono tre dimensioni di racconto, quello narrato, quello cantato e suonato, e quello visual. Ogni canzone sarà una sorta di telegiornale in musica: proietteremo in sottofondo video di quello che succedeva (a livello di moda, di colori, di personaggi) nel momento in ci una determinata canzone nasceva. Ad esempio, quando canto Blowin’in the wind di Bob Dylan, abbiamo in background le immagini del Vietnam. C’è una narrazione storica molto importante”.

Due ore e mezza di concerto per attraversare tutta la musica che ha accompagnato la vita di Canzian (e non solo) negli ultimi cinquant’anni, un viaggio che parte negli anni ’50 con il rock‘n roll, e arriva ai suoi nuovi brani passando per il beat, il prog, la canzone d’autore, e naturalmente i Pooh.

Testimone del tempo è anche il titolo dell’ultimo disco che il polistrumentista, produttore ed ex bassista dei Pooh (si unì alla band nel 1973) ha pubblicato lo scorso 16 febbraio: tredici brani (tra i quali Ognuno ha il suo tempo, presentato all’ultimo Festival di Sanremo) che anche a livello musicale usano il passato per capire e osservare meglio il presente. Ce lo conferma, al telefono, lo stesso Canzian, che con grande umiltà e generosità, vuole assolutamente che ci si rivola a lui usando il “tu”.

 

Il titolo Testimone del tempo potrebbe far pensare a un disco incentrato sul passato, al bilancio di una vita piena di esperienze, di attività di vario tipo, di musica di ogni genere. In realtà è un album che parla molto di futuro, della voglia di meravigliarsi ancora, di andare avanti con fiducia.

Non sono un nostalgico: rispetto il passato e lo vedo come una pedana per vivere il presente in prima linea e fare un salto nel futuro. Non mi sentirai mai dire ‘Com’era bello una volta, come si stava bene’. Secondo me ogni tempo ha i suoi momenti molto belli e anche molto brutti. Io sono attaccato solo al momento che sto vivendo”.

 

Ma che tempi sono quelli che viviamo oggi? C’è una grande instabilità politica, il lavoro manca, i giovani non sembrano avere grosse speranze per il futuro...

Bisogna continuare a credere: se smettiamo di aver fiducia nel futuro è finita. I nostri figli, purtroppo, non riescono a sperare “a lunga gittata” come facevamo noi, forse anche per colpa nostra, o di chi ha governato fino ad oggi il nostro Paese. E’ tutto peggiorato, niente è migliorato, ma noi dobbiamo continuare a credere che le cose possano cambiare. Ne abbiamo bisogno noi stessi, e non dobbiamo togliere speranza ai nostri figli. Non sarà facile, non lo è stato neanche per la nostra generazione: mio papà per mantenermi e farmi crescere, è andato fino in Belgio, a Marsinelle per lavorare. Per i nostri figli è ancora peggio, perché oggi non ci sono le certezze che c’erano una volta, anche se venivamo da un periodo di povertà e tali sicurezze erano piccole. Noi dovevamo avere comunque delle basi, dovevano esserci delle occasioni: oggi una buona idea su internet può renderti autonomo e ricco, ma può anche distruggerti il giorno dopo. Tutto è possibile, anche io sono preoccupato per i miei figli.

 

A che punto della tua vita e della tua carriera si colloca questo album? Che cosa ci racconta, di più e di nuovo, di Red Canzian?

Testimone del tempo è un inizio, una ripartenza: sono andato a prendere alito in quella musica che mi ha fatto decidere a dodici anni di diventare una rock star, anche se lo sapevo solo io. Sono tornato là, l’imprinting è arrivato da quel tipo di mondo, che è quello che mi ha reso sempre il meno Pooh dei Pooh, nel senso che sono sempre stato il più rockettaro, il più strano, il più casinista, quello che saltava sul palco. Il mio modo di intendere la musica, è stato sempre questo: l’ho sempre vissuta in maniera fisica, dinamica, rock.

 

Il nuovo tour parte il 4 maggio da Padova e fino al 27 ti porta in giro per l’Italia. Di concerti ne ha fatti tanti nella tua decennale carriera. Come è cambiato il pubblico in questi anni?

Il pubblico è cresciuto, gli spettatori oggi sono molto più esigenti e attenti ai particolari, sono molto meno stupidi di quanto la televisione e gli organizzatori spesso pensino o vogliano far credere. Vogliono uno spettacolo vero e sincero, non vogliono essere presi in giro. Esiste poi anche un tipo di pubblico che è simile a quello che urlava davanti ai Beatles quando io avevo tredici anni, e che urla adesso con i fenomeni usciti dai talent. E’ un’audience che cambia gusto velocemente, ogni anno. E così anche questi fenomeni durano un anno, un anno e mezzo, fino a che non ne esce uno nuovo, e così via.

 

Nella tua band ci sono anche i tuoi due figli, Phil Mer alla batteria e Chiara come vocalist. Che effetto ti fa? La musica è un affare di famiglia?

Phil Mer è batterista e direttore musicale della band; Chiara invece fa la vocalist e canta un paio di pezzi da sola. I miei figli ci sono sempre stati nella mia vita, anche artistica: sono come dei consiglieri per me, mi aiutano molto. Sono davvero talentuosi: spesso mio figlio mi viene accanto e mi suggerisce di cambiare gli accordi di un pezzo, oppure Chiara si avvicina e mi dice: “Papà, questo brano potresti cantarlo meglio”. C’è una bella collaborazione. Con loro mi diverto e non sento il peso della tournée.

Qual è la musica italiana di oggi che ti piace ascoltare?

Mi piacciono mediamente gli artisti che ho coinvolto a scrivere in questo mio nuovo album (Ermal Meta, Fabio Ilacqua, Vincenzo Incenzo, Gabriele Cannarozzo, Miki Porru, oltre a Ivano Fossati, Enrico Ruggeri e Renato Zero, ndr). Mi piacciono anche altri musicisti che però non scrivono testi e per questo non ho voluto coinvolgere, o altri artisti che (per concomitanza di uscita del disco) non ho potuto chiamare, come ad esempio Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che è un grande amico. Insomma, mi piacciono i musicisti veri e completi, come Claudio Baglioni. Tra i cantautori del passato, ho sempre amato Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè. Tutti autori che hanno dato spessore alle parole, i cui testi hanno sempre avuto un’anima superiore. Sono figli di un Dio più grande.

 

Se dovessi ripartire da zero oggi, nella musica, da dove ripartiresti?

Forse ripartirei da un mondo cantautorale rock, non mi piacciono i cantautori un po’ noiosi che scrivono belle parole ma non sanno comporre le musiche. A me piace la musica a tutto tondo, gli artisti alla Paul McCartney, alla Elton John, non quelli che sanno usare espressioni bellissime, che raccontano tanto ma dopo tre volte che li hai sentiti ti vorresti tagliare le vene.

 

L’intervista si chiude con Canzian che saluta dicendo “Baci baci”. Come fosse uno di casa. E in fondo, con la sua musica, Red nelle case di tutti noi (magari solo per poco tempo) è di sicuro entrato.

 

Di seguito tutte le date del tour, prodotto e organizzato da F&P Group:

4 maggio – Gran Teatro Geox di PADOVA

5 maggio – Gran Teatro Morato di BRESCIA

7 maggio – Teatro Nuovo Giovanni da Udine di UDINE

9 maggio – Teatro Creberg di BERGAMO

12 maggio – Teatro Colosseo di TORINO

13 maggio – Teatro Openjobmetis di VARESE

16 maggio – Teatro Augusteo di NAPOLI

18 maggio – Teatro Verdi di FIRENZE

19 maggio – Teatro Lyrick di ASSISI

20 maggio – Auditorium Parco della Musica di ROMA

22 maggio – Teatro Metropolitan di CATANIA

23 maggio – Teatro Golden di PALERMO

25 maggio – Teatro Team di BARI

27 maggio – Teatro degli Arcimboldi di MILANO