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Amore, violenza, suono: tornano i Baustelle

di Redazione Spettacoli
Il celebre trio indie toscano capitanato dal carismatico Francesco Bianconi parla ai fan di “L’amore e la violenza Vol. 2”, il nuovo album che farà parte del nuovo tour, in partenza da Senigallia il 7 aprile
I toscani Baustelle di nuovo in tour con il nuovo album, dal 7 aprile
La indie band toscana esamina il nuovo album davanti ai fan

Amore, violenza, e soprattutto suono. Sono queste le tre parole più pronunciate durante l’incontro con il pubblico cui i Baustelle hanno partecipato ieri a Roma, nell’ambito delle presentazioni instore del loro nuovo album L’amore e la violenza Vol. 2, uscito lo scorso 23 marzo. La indie band toscana, in attività dal 1996, ha risposto alle domande di un pubblico appassionato e attento: decine i ragazzi che già dal primo pomeriggio hanno atteso i propri beniamini per farsi firmare le copie del nuovo disco, e magari riuscire a fare un selfie con i musicisti. A moderare la chiacchierata con il frontman Francesco Bianconi, la musicista e cantautrice Rachele Bastreghi, e il chitarrista Claudio Brasini, c’era il blogger Francesco Pacifico, che ha introdotto la band sul palco dopo la proiezione su un grande schermo del video del primo singolo Veronica 2.

Abbiamo scritto il nuovo album mentre eravamo in tour con il nostro lavoro precedente (L’amore e la violenza, uscito il 13 gennaio 2017, ndr)” ha spiegato il leader Bianconi. “Quell’album aveva caratteristiche di suono ben precise, che abbiamo voluto continuare: canzoni brevi, con una struttura abbastanza canonica, non tendenti alla suite come accadeva nel CD del 2012 Fantasma. Il vestito musicale era fatto da sintetizzatori analogici, da un’orchestra che doveva essere riprodotta con il mellotron, e una specie di ultra batteria fatta da campionamenti di pezzi presi da dischi del passato (solo di un periodo, dall’inizio degli anni Settanta fino all’inizio degli anni Ottanta). Venivamo da atmosfere musicali di quel tipo, da un metodo produttivo ben preciso, e abbiamo deciso di mantenere tutto anche in L’amore e la violenza Vol.2”.

Dodici nuovi pezzi facili è il sottotitolo dell’album. Ma non crediate si tratti di brani semplici o rassicuranti. “Trovo che bisogna essere inquietanti, a me non piace affatto la musica rassicurante ha continuato Francesco Bianconi. “Oggi viviamo tempi inquieti, ansiogeni, e di conseguenza le canzonette (anche quando sono mascherate da trasgressione) alla fine sono tutte rassicuranti. Si parla tanto di amore, di felicità, anche usando le parolacce e dei toni aggressivi, ma non c’è nulla che sia davvero destabilizzante, non sento più quel tipo di musica, e io credo invece ce ne sia bisogno. I Baustelle si collocano forse in questa posizione”.

L’amore e la violenza Vol.2 è un disco più rock del precedente, un album in cui “l’amore è in primo piano mentre la guerra resta sullo sfondo, un album in cui si conferma un certo allontanamento da temi più smaccatamente politici come accadeva ad esempio in Amen del 2008. “Amen sovrabbondava di canzoni che erano un po’ come dei trattatelli politici e sociologici. Personalmente mi è bastato quell’album, dopo di esso abbiamo avuto voglia di passare ad altro, di lasciare quel tipo di testimone ad altri. Quando riascolto Amen, oggi, percepisco un tono un po’ saccente, sapientino, in cui non mi riconosco più

Dal punto di vista musicale, i Baustelle rimangono fedeli a se stessi e alle loro sonorità elettroniche. “In questo album ci sono forse più chitarre, strumenti anni Sessanta e Settanta ha spiegato il chitarrista Claudio Brasini. Anche gli amplificatori sono delle stesse annate, ne abbiamo provati tantissimi, perchè non è detto che tutti gli amplificatori suonino bene. Nel tempo anche noi (come i Sonic Youth o i Dinosaur Jr) ci siamo costruiti un mini arsenale di strumenti che si possono sentire nei vari album. Lo studio conta tantissimo, è fondamentale andare alla ricerca del proprio timbro e poi del proprio suono: le grandi band sono riconoscibili per il loro suono e per il loro stile”.

Dal punto di vista del suono questo CD è uguale a tutto quanto fatto finora dai Baustelle, a noi il suono interessa moltoha puntualizzato Bianconi. “Le canzoni pop si possono fare limitandosi al cosiddetto spartito, ma dal nostro punto di vista il lavoro non finisce lì. Credo che il musicista pop dovrebbe essere come quello di musica classica o colta, cioè dovrebbe controllare a 360 gradi tutto, anche ciò che sta fuori dallo spartito. I Baustelle hanno sempre cercato di fare questo tipo di lavoro, noi abbiamo sempre creduto nell’importanza del suono

A breve i Baustelle porteranno L’amore e la violenza Vol.2 anche in tournée: si parte il 7 aprile da Senigallia, per toccare le principali città italiane fino al gran finale del 27 aprile a Padova. Una dimensione, quella dei concerti e del contatto diretto con il pubblico, che forse è quella in cui la band toscana riesce sempre a dare il proprio meglio.