Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! L’infelicità è più pesante della terra, nessuno sa lasciarla.Lao Tsu

Salvini: "Se c'è accordo sul programma non mi interessa fare il premier"

Getta acqua sul fuoco il leader della Lega dopo lo show di Silvio Berlusconi al termine dell'incontro col capo dello Stato. E tra lui e il pentastellato Luigi Di Maio spunta il nome della presidente del Senato Elisabetta Casellati
Salvini punta al programma non a diventare premier
Meloni, Salvini e Berlusconi dopo l'incontro al Quirinale.

Roma - "Se c'è un accordo sul programma, sulle cose che vogliamo fare, io posso anche non fare il premier, non è la mia priorità. Io non dico 'o io o nessun altro'". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ieri a Quinta Colonna su Rete4. "A me interessa cambiare questo Paese - ha ribadito Salvini - se c'è un accordo su sicurezza, tasse, lavoro ai giovani, ospedali a me va bene. Più che il totopremier io comincerei a lavorare domani mattina per vedere se c'è un programma condiviso per l'Italia. Se ci fosse uno più intelligente di me, che è probabile perché ne è piena l'Italia, e garantisse l'attuazione di quel programma ditemelo, lo vengo ad abbracciare e domani gli dico in bocca al lupo, buon lavoro e conta su di me".

E' questa la risposta di Salvini al termine del secondo giro di consultazioni col presidente Sergio Mattarella, dopo che il leader di Forza Italia si è lasciato andare a uno show poco gradito agli alleati di fronte a giornalisti e telecamere, visibilmente nervoso per il veto espresso nei suoi confronti dal Movimento 5 stelle per la nascita di un Governo tra i grillini e il centrodestra, soluzione più semplice e facile che darebbe all'Italia la risposta per uscire immediatamente dall'empasse causata da una legge elettorale che si è dimostrata non all'altezza.

Ma che cosa è successo al Quirinale? Lo show di Berlusconi, che si è anche esibito in mimica eloquente, una sorta di accompagnamento silenzioso al discorso di Salvini, ha fatto infuriare Salvini e Meloni perché ha infranto il patto siglato nel vertice preparatorio a Palazzo Grazioli: Salvini doveva essere l'unico a parlare. Il testo, condiviso punto per punto durante il vertice, doveva essere declamato dal leader leghista. Nessuna altra dichiarazione era prevista. Nella nota si sosteneva la "necessità di formare un governo sulle cose concrete da fare, non certo sui veti, sulle pregiudiziali, sui tatticismi".

"Siamo pronti ad assumere la responsabilità unitariamente di un governo di alto profilo e di lunga durata, credibile in Europa e nel mondo guidato da una personalità indicata dalla Lega", aveva assicurato Salvini. "Ci attendiamo dalle altre forze politiche a partire dai 5 stelle altrettanto senso di responsabilità per arrivare a una soluzione della crisi senza ritardi e incertezze che gli italiani non possono piu' permettersi".

Al termine della dichiarazione di Salvini, il fuori programma di Berlusconi. "Mi raccomando - ha detto il Cavaliere ai cronisti - sappiate distinguere tra i veri democratici e chi non conosce nemmeno l'abc della democrazia". Gelo degli altri due leader. Meloni si è allontanata con la faccia scura. Salvini in serata ha fatto diramare una nota in cui il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio stigmatizzava duramente l'atteggiamento del presidente di Forza Italia.

Fonti azzurre, che indicano Berlusconi tra gli estensori del testo congiunto letto da Salvini, riferiscono di un Cavaliere inizialmente molto soddisfatto per la "correttezza" dimostrata da Salvini davanti a Mattarella. Al capo dello Stato, fanno notare gli alleati forzisti con soddisfazione, Salvini avrebbe precisato che il suo obiettivo è di "muoversi nell'alveo del centrodestra unito". Il problema - si spiega - è che, come anche ribadito dai 5 stelle al termine del loro incontro con Mattarella, rimane "la pregiudiziale di Di Maio su Berlusconi, che rende difficile qualsiasi tentativo di fare un governo con i grillini".

La piu' irritata - viene segnalato - è Meloni. La presidente di Fratelli d'Italia, non solo non ha apprezzato le parole del Cavaliere sul M5s, perché' le ritiene non condivise dal centrodestra, ma si è infuriata perché era stata proprio lei a proporre che parlasse solo Salvini a nome di tutti e a fare un passo indietro. "I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo con il M5s, seconda forza politica in Parlamento", ha scandito Centinaio. "Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano le posizioni della Lega, né quelle del centrodestra che oggi si e' espresso in maniera unitaria e concordata".