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Di Battista reporter per Il Fatto Quotidiano

di cricol
Da deputato e vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari, a inviato per il giornale di Travaglio negli Stati Uniti: Diba cambia pelle e diventa non solo reporter ma anche documentarista per la web tv del quotidiano Loft
Di Battista reporter

"Potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura. Ma quando senti il richiamo, è più forte di te". Alessandro Di Battista annuncia la 'fuga' di famiglia negli Usa con il sorriso sulle labbra e un pizzico di nostalgia per il Parlamento. Un viaggio della durata di sei mesi a partire dal 1° giugno, dove Diba e signora - assieme al piccolissimo Andrea - lavoreranno come reporter per il Fatto Quotidiano e come documentaristi per la web tv del quotidiano Loft.

Ispirato dall'incontro avvenuto ormai più di cinque anni fa con una famiglia di viaggiatori danesi in America Latina "vidi la serenità di questa famiglia, della bimba di pochi mesi sempre insieme ai genitori e mi venne in mente questo sogno, pensai che prima o poi lo avrei fatto con la mia",  Di Battista fino a dicembre potrà girare "un po' le strade d'America, scrivere dei reportage su varie tematiche dalla periferia del mondo, girare la California, entrare in Messico, raccogliere delle idee, delle proposte" e raccontare ai propri lettori e spettatori, anche attraverso i social, "tutto di questo viaggio, le problematiche sociali, le idee innovative, come gli esseri umani si organizzano per risolvere un problema al di là dell'Atlantico, come sta cambiando la frontiera ad esempio".

"Dovete essere felici per me. Vado a fare quel che ho sempre sognato di fare: scrivere e viaggiare con la mia famiglia. Il 1 giugno partiremo direzione San Francisco, io, Sahra, e Andrea, zaino e passeggino in spalla. Da giugno a dicembre pubblicherò alcune cose con Il Fatto Quotidiano e con la web TV Loft. Scriverò, studierò, girerò reportage video insieme a Sahra e per sei mesi avremo qualche compagno di viaggio: il Pacifico, la polvere d'America e l'assoluta libertà". Alessandro attraverso un video su Facebook parla ai suoi sostenitori. Sei mesi in cui ci sarà anche molto da festeggiare: "Io farò 40 anni, Andrea festeggerà il suo primo compleanno probabilmente in Guatemala, dove io ho lavorato". Il piccolo Andrea, che Diba sogna di far diventare "un bimbo itinerante" e che, ammette, "è stato costretto alla scelta che abbiamo fatto io e la mia compagna".

"Dopo la California sarà la volta del Messico, poi il Guatemala dove ho lasciato un pezzo di cuore e poi si vedrà, sarà l'alba a fare il programma. Dovete capirmi, io sono curioso, una vita non mi basta, voglio andare dovunque, se esistessero Macondo e Giancaldo vorrei andare anche lì. Ci sono fenomeni da approfondire, popolazioni da conoscere, idee da raccontare, c'è tanta vita, anche al di fuori del Parlamento, quel Parlamento che ho provato ad onorare con il massimo impegno ma che, per lo meno per adesso, mi va decisamente stretto".

"Il nostro viaggio ve lo racconteremo passo dopo passo, resteremo in contatto, ci scriveremo, vi chiederò dritte, agganci, consigli e chissà, qualcuno di voi potrà anche venire a trovarci".

Inevitabile il pensiero anche a quanto si 'perderà' con il Movimento 5 Stelle: "Non è mica stata una scelta facile, a me dispiace non essere lì dentro in questa legislatura. E' stata una scelta sofferta perché quando si combatte così tanto e ci si impegna così tanto, poi ti dispiace di non esserci in prima linea come prima. Tuttavia ho scelto, e sono proprio contento della scelta che abbiamo fatto".

D'altra parte, spiega, "c'è tanta, tanta vita al di fuori dei palazzi istituzionali, anche se ora vedere Roberto lì mi da una grande felicità. Mi inorgoglisce aver dato un contributo a questa rivoluzione culturale che ha permesso ad un cittadino normale, meravigliosamente normale, come Roberto, di diventare la terza carica dello Stato. E' che io - conclude - sono proprio curioso. Una vita non mi basta".