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Fico: "Oggi rivoluzione vuol dire dialogo e cambiamento"

"Il M5s ha subito detto, molto prima delle elezioni, che le presidenze andavano slegate dalle dinamiche per il governo. Una posizione giusta, anche per far iniziare a lavorare subito le Camere" dice il neo presidente di Montecitorio
Fico avvia la rivoluzione col dialogo e cambiamento
Roberto Fico, presidente della Camera.

Roma - "Noi abbiamo fatto un grande percorso, quello di cittadini che diventano Stato. Oggi rivoluzione significa cambiamento, costruzione, dialogo, pazienza. Questa è la nostra rivoluzione". Il neo presidente della Camera Roberto Fico a colloquio con il Fatto Quotidiano racconta la sua elezione a terza carica dello Stato e il suo percorso politico, dal movimentismo alle istituzioni. "Io sono stato scelto come volto storico del M5s e perché da tutti i partiti mi è stato riconosciuto il mio ruolo istituzionale come presidente della Vigilanza Rai. Molte delle decisioni prese in commissione sono state prese all'unanimità, con il dialogo".


   Sul significato politico della sua elezione, spiega che non c'è alcun legame con quello che sarà il governo del Paese: "Il M5s ha subito detto, molto prima delle elezioni, che le presidenze andavano slegate dalle dinamiche per il governo. Una posizione giusta, anche per far iniziare a lavorare subito le Camere. La mia candidatura non doveva parlare a qualcuno in particolare". L'elezione di Casellati alla presidenza del Senato ne è una conferma: "Bisogna rispettare i voti di tutti gli italiani. E se si deve farlo, bisogna tenere conto di tutte le sensibilità nell'elezione delle presidenze, svincolandole anche dalla formazione del governo".

L'accordo con Forza Italia non pesa, spiega Fico, perché "si è agito nella democrazia". Anche se nell'elezione degli altri ruoli degli uffici di presidenza M5s e centrodestra si sono spartiti quasi tutto: "Ho raccomandato di dare massima rappresentanza a tutti i partiti. Quello che è seguito riguarda l'interlocuzione tra le varie forze politiche".


   Quanto ai punti su cui si concentrerà la sua presidenza, Fico ribadisce il tema dei tagli ai costi della politica ("sarà un punto su cui interverremo"), e annuncia che "Parleremo con i rappresentanti di ogni forza politica, per chiedere che tutti rinuncino alle indennità che prendono per i vari ruoli lo stipendio da parlamentare può bastare". 


   "C'è un conto culturale da saldare con i cittadini", conclude Fico. "La gente deve essere riavvicinata alle istituzioni e alla politica. E servono gesti concreti". E un gesto che non è passato inosservato è l'aver preso un autobus del trasporto pubblico della Capitale per recarsi alla Camera durante il suo primo giorno da presidente di Montecitorio: "Quel giorno ero tornato a Roma da Napoli in treno, ed ero arrivato a Termini dove ad attendermi c'erano, inaspettatamente, una telecamera e un fotografo. Di solito alla Camera vado a piedi, oppure prendo un taxi. Ma la fila per i taxi era lunghissima". Di qui la scelta di optare per la linea 85 dei bus, allontanando l'ipotesi che si fosse trattato di un'azione coordinata da principio con i media.