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Donazioni e trapianti di organi, Toscana da record

Sono il doppio rispetto alla media nazionale e nel trimestre del 20118 sono ancora in crescita. Aumentano però anche le opposizioni. L'assessore regionale Saccardi: "I toscani sono generosi, grazie alle famiglie e alle associazioni"
Donazioni e trapianti di organi, Toscana da record

Donazioni e trapianti ancora in crescita in Toscana anche in questi primi mesi del 2018: sono più che doppi rispetto alla media nazionale. In crescita, però, sempre nella regione di Dante Alighieri, anche le opposizioni, cioè i familiari che rifiutano di donare gli organi del congiunto deceduto.

"Da molti anni in Toscana il trend di donazioni e trapianti è in aumento - spiega l'assessore regionale al diritto alla salute, al welfare e all'integrazione, Saccardi - i dati del 2017, e anche quelli del primo trimestre del 2018, parlano di un aumento sia delle donazioni, sia dei trapianti. I toscani sono generosi e lo manifestano anche nelle donazioni. Un grazie, quindi, prima di tutto alle famiglie, che in un momento di estrema sofferenza per la perdita del loro congiunto, decidono di donarne gli organi per aiutare altri a vivere. Grazie anche alle tante associazioni impegnate a diffondere la cultura della donazione. 

Nel 2017, in Toscana, sono stati 100 su un milione di abitanti i donatori segnalati (cioè i soggetti con lesioni cerebrali sottoposti ad accertamento di morte encefalica), rispetto ai 45 della media nazionale. Erano stati 95 nel 2016 (rispetto alla media nazionale di 41). E, nel primo trimestre del 2018, sono stati già 78.

Dopo un calo nel 2017, in questi primi mesi del 2018 si registra anche un' impennata di opposizioni (cioè donatori segnalati, ma con diniego al prelievo di organi per trapianto espresso in vita, o espresso dai congiunti aventi diritto). Nel 2016 erano state il 34 per cento (media nazionale 32%), erano scese al 27% nel 2017 (media nazionale 29%), per risalire al 42% (media nazionale 33%) in questo primo trimestre del 2018. "Il fenomeno delle opposizioni, che interessa sia il livello nazionale sia quello regionale  è sotto stretta osservazione - spiega Adriano Peris, coordinatore regionale trapianti in Toscana - ed è attualmente oggetto di studio attraverso una ricerca intrapresa in collaborazione con le Universita' di Firenze e di Pisa. Su un tema così delicato è iniziata una cooperazione con l'Agenzia regionale di Sanita' (Ars). Le opposizioni alla donazione hanno come effetto la riduzione ulteriore di disponibilità di organi, per cui la nostra Regione ha ritenuto opportuno intervenire fattivamente in due ambiti: il primo riguarda il progetto "Una scelta in comune", sviluppato in collaborazione con Aido e con il Centro nazionale trapianti, il secondo, maggiormente rivolto agli operatori e alle strutture sanitarie, riguarda specificatamente lo studio del fenomeno delle opposizioni".