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Stephen Hawking ci lascia con 53 anni di ritardo

Stephen Hawking, genio dell'astrofisica si è spento serenamente a 76 anni nella sua casa di Cambridge. Avrebbe dovuto morire, secondo i medici, a 23. Invece ci ha regalato oltre cinquant'anni di grandi scoperte sull'Universo
Stephen Hawking

Nel 1963, a 21 anni, gli diedero due anni di vita per una grave malattia neurologica, una forma lenta e progressiva di Sla. Invece, il genio della fisica Stephen Hawking è morto serenamente nella sua casa di Cambridge solo oggi, circondato dall’affetto dei tre figli, Lucy, Robert e Tim, che così hanno commentato: "Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo".

Tetraplegico, costretto dagli anni ’80 del secolo scorso a comunicare con un sintetizzatore vocale, Hawking è stato per trent’anni titolare della cattedra lucasiana di Matematica a Cambridge (quella di Isaac Newton).  Matematico, cosmologo e astrofisico, icona vivente della scienza, nonostante la sua malattia ha sempre dato prova di un meraviglioso senso dell’umorismo e divenne famoso per le sue comparsate: ha discusso di universi a forma di ciambella nel cartone animato di Homer Simpson, giocato a pocker con l’androide Data nei telefilm di Star Trek, cantato con i Pink Floyd  e tamponato con la sedia a rotelle un collega noioso in una pièce dei Monty Python, il suo gruppo comico preferito. E, ovviamente, ha recentemente ispirato il film "La Teoria del tutto” vincitore di vari Oscar.

Questo simpatico zuzzerellone è anche noto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull'origine dell'universo; a lui infatti si deve la teoria cosmologica sull'inizio senza confini dell'universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri, la cosiddetta "radiazione di Hawking", studi di cui fu anche un brillante divulgatore.
 Membro della Royal Society (fu il più giovane, a 32 anni), della Royal Society of Arts e della Pontificia Accademia delle Scienze, nel 2009 ricevette dal presidente statunitense Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza degli Stati Uniti d'America.
Restò sempre fedele ad uno dei suoi famosi aforismi:  "La vita sarebbe tragica se non fosse divertente."

Elena Bianco