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Con la scuola paritaria lo Stato risparmia

I numeri sono chiari, sono più di 6 miliardi di euro l’anno. I genitori ribadiscono il diritto di libera scelta nell'istruzione dei figli: investiamo in qualità. Il ministro Fedeli come ultimo atto del suo dicastero finanzia 500 milioni di euro.
Con la scuola paritaria lo Stato risparmia

Quando si parla d’istruzione, le scuole paritarie sono sempre motivo di scontro.

Centinaia di migliaia di famiglie, tuttavia, continuano a credere nella libertà di scelta. Uno tra gli ultimi atti del Miur targato Valeria Fedeli, è il finanziamento di quasi 500 milioni di euro per la scuola privata.

La Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha infatti firmato il decreto per l'assegnazione delle risorse destinate alle scuole paritarie, che ammontano quest'anno a 493.562.302 euro.

Al contempo il MIUR sta portando avanti il lavoro tecnico che consentirà alle scuole paritarie di accedere ai fondi del Programma Operativo Nazionale PON Istruzione, in attuazione della legge di stabilità per il 2017 che, all'articolo 1, prevede l'accesso al PON sia per le scuole statali che, appunto, per le paritarie. Il primo passo è stato già fatto a luglio del 2017, con la proposta di modifica dell'Accordo di Partenariato in sede europea. Modifica perfezionata dalla Commissione Ue lo scorso 8 febbraio.

I numeri sono chiari: lo Stato risparmia più di 6 miliardi di euro l’anno grazie al sistema delle scuole paritarie che rappresentano la pluralità di offerta formativa.

Come mai? “Le scuole paritarie – spiega il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi  a skuola.net - non sono private tout-court. Con la Legge 62/2000 si è assodato che esiste un unico sistema nazionale, che è diviso in scuole statali e non statali. Le non statali sono le paritarie, scuole private che devono sottostare a un sistema di controlli e verifiche per essere equiparate alle statali. Siamo stati gli ultimi in Europa a riconoscere il ruolo nel sistema statale alle scuole non statali. Lo stato però deve garantire l’istruzione, la Costituzione parla chiaramente di libertà di scelta educativa. Fino a pochi anni fa questa scelta non aveva una gamba. Ora c’è”.

Con la scuola paritaria lo Stato risparmia perché i costi sono quasi tutti a carico delle famiglie. La differenza in termini economici è enorme. “La scuola pubblica statale - ricorda Toccafondi - conta 8 milioni e mezzo d’iscritti, la scuola pubblica non statale ne conta 1 milione. Se improvvisamente chiudessero tutte queste scuole, bisognerebbe spendere diversi miliardi in più all’anno per garantire una scolarizzazione a tutti questi bambini e ragazzi”.

Nel caso delle paritarie, alle famiglie spetta coprire la maggior parte dei costi: “Lo Stato – continua il Sottosegretario – riconosce a queste scuole un contributo 500 milioni di euro annui, ossia 500 euro l’anno a studente. Alla scuola statale, invece, ogni iscritto costa 6.000 euro l’anno (per ogni ordine e grado dalle elementari alle superiori). Il resto lo paga la famiglia. Esiste poi, da tre anni, una detrazione fiscale (fino a 800 euro annui di retta possono essere portati in detrazione, con un taglio di 160 euro annui dalle tasse).

Sono tantissimi i genitori che credono nella scuola privata. La scelta del Miur si basa anche su opportunità sociali: “Le cronache locali – ricorda il Sottosegretario - sono piene di sommosse popolari perché non si vogliono far chiudere queste scuole. Forse perché il 40% delle scuole paritarie si rivolge alla fascia 0-6 anni. Con dei picchi in alcune regioni, come il Veneto, dove se dovessero chiudere gli istituti privati probabilmente molte fabbriche non partirebbero. Ma, in generale, stanno aumentando di molto anche le secondarie di primo grado, segno che c’è una richiesta crescente da parte dei genitori”.

Fonte Miur
Fonte, MIUR

Secondo i dati dello stesso ministero dell’Istruzione nell’anno scolastico 2016/2017, su poco più di sette milioni di studenti, 6.699.200 erano iscritti alle statali, mentre 337.830 alle paritarie.  Di questi, la scuola primaria ha registrato 172.080 iscrizioni, la secondaria di secondo grado 60.707 e quella di secondo grado 105.043.

Fatte passare come persone alla ricerca di privilegi, le famiglie i cui figli frequentano una paritaria si ribellano: l’impegno e il sacrificio economico  cammina di pari passo con l’esigenza di esprimere la propria libertà di scelta in campo educativo, “pur continuando a contribuire con le proprie tasse - dichiarano -  anche al funzionamento della scuola statale”.

Scuole pubbliche e private: come funziona?

I costi. Il discorso si fa spinoso quando le private vengono definite “diplomifici”, come dire che le scuole paritarie siano la scorciatoia di un percorso scolastico più semplice. Ma non è proprio così. La scuola pubblica ha un costo relativamente basso ma sono esclusi i costi dei libri e dei materiali di studio, le strutture non sono spesso delle migliori e molte sono carenti sia di laboratori sia di corsi di recupero. Senza contare il numero elevato di studenti, per cui anche il più bravo degli insegnanti non ha il tempo tecnico per seguire i più deboli come vorrebbe, e dovrebbe. La scuola privata ha un costo elevato, in cui solitamente sono compresi i libri di testo e i materiali necessari allo studio. Possiamo dire che, visti i costi, i servizi e le strutture hanno giocoforza standard elevati. Normalmente anche le classi hanno un numero minore di studenti, cosa che favorisce un’istruzione più lineare e omogenea.

Gli insegnanti. La bravura, si sa, viene dalla preparazione. Quindi dipende tutto dalla selezione, che nella scuola pubblica avviene per graduatoria e non per meritocrazia. In buona sostanza, se un docente è meno preparato, ma è in graduatoria prima di un docente d’eccellenza, comunque avrà la precedenza. Nella scuola privata esiste una selezione meritocratica, data da curriculum e referenze. La differenza non si ferma qui: se un docente è inadeguato o impreparato - succede in ogni ambito lavorativo, quindi anche nella scuola - l’istituto pubblico ha serie difficoltà, per non dire quasi nulle, di essere sostituito. Nella scuola privata, invece, se “non funzioni” vieni sollevato dall’incarico e sostituito.