
«ArcelorMittal non sa gestire suo piano»
Nell’audizione il ministro ha aggiunto che il dl imprese, che ha eliminato lo scudo penale per Arcelor Mittal, «non ha però comportato una modifica del piano ambientale o del dpcm 2017, elemento necessario per far insorgere il recesso». E ha dichiarato: «Ieri i rappresentati di ArcelorMittal ci hanno detto chiaramente che non sono in grado di portare a termine il loro Piano industriale per rilanciare l’Ilva» piano con il quale hanno vinto la gara. Poi ha ricordato che in sede di gara e di aggiudicazione il piano presentato da Acciai Italia «è stato giudicato migliore per piano industriale e piano ambientale». Ma «la cordata guidata da Arcelor Mittal ha vinto perché è stata ritenuta migliore la sua offerta» nella parte relativa al prezzo.
«Inamovibile su esuberi e tagli»
«ArcelorMittal in nessun modo si impegna a produrre più di 4 milioni di tonnellate di acciaio l’anno e chiede 5 mila esuberi, non dà garanzie che queste siano misure di contingenza» ha detto ancora Patuanelli , che ha concluso: «Chiedo un atto di responsabilità a tutte le forze politiche, anche all’opposizione, anche dai sindacati e dalle parti sociali. Questa situazione la risolviamo se rispondiamo come sistema Paese. È il Paese che deve
rispondere». Un passaggio che ha ottenuto forti applausi. E ancora: «Non
ho problemi a metterci la faccia ma la risposta deve essere unitaria e univoca. Negli altri Paesi si fa così, non accusandosi».
Di Maio: serve rispetto, Stato chieda danni
Duro il commento del leader M5s Luigi Di Maio che ha attaccato su Fb: «In questi giorni si sta consumando una battaglia per la
sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato
un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni».
Sindacati: da azienda condizioni provocatorie
Intanto i sindacati sono sul piede di guerra. ArcelorMittal «ha posto condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno al lavoro dei 2 mila in amministrazione straordinaria» affermano Fiom, Fim e Uilm proclamando lo sciopero di 24 ore, dalle 7 di venerdì, per l’intero gruppo. I sindacati «chiedono all’azienda l’immediato ritiro della procedura e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi». L’incontro tra Governo e sindacati sulla vicenda ex Ilva annunciato per oggi si terrà alle 17.30 a palazzo Chigi.
L’incontro governo-proprietà
L’esito dell’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi tra il governo ed ArcelorMittal, durato tre ore, è stato complessivamente giudicato negativo da fonti della maggioranza, dal momento che l’azienda avrebbe confermato la volontà di chiudere l’attività. All’incontro con il governo i vertici di ArcelorMittal hanno ripercorso tutte le criticità in corso riassumendo le proposte che ritengono essenziali per riaprire il dialogo. La reintroduzione di una protezione legale, con una legge e con la garanzia politica che non venga di nuovo cancellata, è solo una delle condizioni.












