Dopo sei sold out di fila a Roma, Renato Zero arriva a Firenze con il suo “Zero il Folle in Tour” e ad attenderlo ci sono altri due concerti da tutto esaurito. Non solo. A grande richiesta si aggiungono due nuove date romane a fine gennaio per questo tour nei palasport che sta restituendo al suo pubblico un Renato Zero in grande spolvero e pacificato con il suo alter ego, al punto da regalargli una vetrina fatta di lustrini e cambi d’abito, come non accadeva da molto tempo.
Insomma una grande festa di musica alla quale però Renato Zero non rinuncia ad aggiungere qualche momento di chiacchiera, da grande affabulatore qual è. Parla della forza dell’amore, vera energia “pulita e sostenibile” “alla faccia di chi si affanna ancora dietro al petrolio, che è solo lo champagne del diavolo”. Poi si esercita in un’interpretazione davvero spassosa dell’amore nella terza età. E infine si scaglia contro l’affannosa corsa del nostro vivere, “una corsa a rincorrere la giovinezza andata grazie al chirurgo o all’aiuto delle droghe”. Il pubblico applaude alla grande: l’antidoto da queste parti è uno solo e si chiama Renato Zero. Si chiude con il “Cielo”, tra la commozione generale e tra i sorcini di ogni età che non vorrebbero farlo andare via.
Tre ore e passa di concerto durante il quale il cantautore presenta quasi per intero il nuovo disco dal quale la tournée prende il nome ma allo stesso tempo rispolvera gran parte del suo repertorio ultra quarantennale: si va dai cavalli di battaglia “Cercami”, “Magari”, “Si sta facendo notte” alle nuove e bellissime “Quanto ti amo”, “Questi anni miei” e l’autobiografia in musica di “Zero il folle”. A tre medley è affidato il ricordo di alcuni classici come “Vivo”, “Uomo no”, “Non sparare”, “Il Carrozzone”, “La tua idea, “Niente trucco”, “Per non essere così”. Curiosamente, invece, anche se in scaletta ci sono due super-classici come “madame” e “Il triangolo” a cantarli non è Renato Zero.











