
E si tratta di una clausola a tutela del Mes di cui l’Italia è il terzo principale finanziatore, mentre viene confermata l’esclusione di un eventuale meccanismo per la ristrutturazione. Dunque, dal lato dei crediti la proposta garantisce l’Italia.
Klaus Regling, direttore generale dell’Esm ha troppi poteri? No, secondo Visco: il trattato non innova, dice che Klaus Regling ha gli stessi diritti di Christine Lagarde. Però io credo, ha sottolineato, che si debba dare conto a livello comunitario e che in Europa ci sia qualche attenzione in più da dedicare alla questione della trasparenza o accountability. Soprattutto, è tornato a ribadire, è indispensabile proseguire in maniera credibile nel processo di consolidamento delle pubbliche finanze, e la strada maestra per l’Italia è la riduzione dell’incidenza del debito pubblico sul prodotto, ritrovando la strada della crescita, cosa che il nostro Paese non riesce a fare da circa vent’anni.
Trattativa dura sull’Unione bancaria
Secondo il Governatore la riforma del Mes avrà per noi vantaggi, anche se modesti. Ha però osservato di essere stupito della grande attenzione prestata alla riforma del MES e di quella invece, assai scarsa, alla proposta tedesca sull’Unione bancaria, che ricalibra il rischio sui titoli di Stato nei portafogli delle banche. Su questo occorrerebbe dare un mandato forte al ministro dell’Economia. Io sono contrarissimo, ha ricordato, a dare una ponderazione positiva, perché qui davvero si mette in dubbio il rischio- paese. Inoltre, l’Unione bancaria andrebbe completata con un più efficace meccanismo di gestione delle crisi di tutti gli intermediari, anche quelli medio piccoli, nonché con una vera assicurazione dei depositi.
Puntare sul safe asset
Tuttavia, poiché in Europa le cose si debbono negoziare, perché non possiamo essere sempre l’unico paese deviante, si potrebbe concedere in prospettiva di considerare che i limiti di concentrazione sui titoli pubblici detenuti dalle banche, non differenziati fra i debitori sovrani e in ogni caso con una franchigia iniziale sufficientemente elevata. Ma solo se, contestualmente, l’eurozona decidesse di dotarsi del safe asset comune, cioè, di un fondo europeo di ammortamento del debito che emetta Eurobond e che riduca quindi il rischio di liquidità per stati ad alto debito. Uno strumento senza il quale il processo di diversificazione dei portafogli delle banche non potrebbe svolgersi in modo ordinato.
Per approfondire:
● Mes, l’Eurogruppo gela l’Italia: il testo non si cambia. Bankitalia: giusta direzione
● Mes, cos’è e come funziona il Fondo salva Stati












