
Il voto in Parlamento mercoledì dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Il nodo numeri al Senato è legato a doppio filo con la tenuta del gruppo M5S, dove resiste una fronda contraria al Mes
di Andrea Gagliardi
Mes, Gualtieri: a Eurogruppo abbiamo difeso interessi Italia
2′ di lettura
Il governo si prepara al countdown per la risoluzione sul fondo salva-Stati, prevista per mercoledì alla Camera e al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. E, in vista del D-Day, nella maggioranza è il momento della tregua, con il leader M5S Luigi Di Maio che, dopo i giorni
degli attacchi frontali, ha mitigato la sua linea barricadera in asse con Alessandro Di Battista.
Gualtieri: auspico risoluzione condivisa
Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo stato dell’arte sul Mes è favorevole. «Abbiamo chiarito con molta nettezza che alcune condizioni sull’Unione bancaria erano inaccettabili» e all’Eurogruppo «di fatto si è deciso per il rinvio» della firma, spiega il ministro ribadendo un principio: «Il Mes ci serve e ci protegge». E Gualtieri, in vista della discussione in Aula di mercoledì, non mostra agitazione. «Auspico che ci sia una risoluzione positiva che guardi in avanti e che raccolga il sostegno delle forze responsabili, anche non della maggioranza», afferma.
La fronda nel M5s
A Palazzo Madama però la tensione nel M5s può creare problemi di tenuta
della maggioranza, così Di Maio lavora a una risoluzione che
unisca il Movimento con Pd, Iv e Leu. Il Movimento però naviga a vista. E anche se nel quartier generale del M5S si respira, in queste ore, un clima più disteso, il nodo numeri al Senato esiste eccome, ed è legato a doppio filo con la tenuta del gruppo M5S, dove resiste una fronda contraria al Mes.
Le lusinghe di Salvini
Ed è a questa fronda che il leader della Lega Matteo Salvini si rivolge: «Ci sono tanti eletti ed elettori CinqueStelle che sono coerenti e non vogliono il Mes». Nelle prossime ore toccherà a Di Maio ridurre al minimo il dissenso. Difficile convincere esponenti come Gianluigi Paragone, Mario Michele Giarrusso o Ugo Grassi contrari più che al Mes, al governo giallorosso. Più facile, forse, ricompattare il resto del gruppo. Proprio sulla risoluzione sul Mes, in queste ore, si succedono le riunioni nel M5S. Ci lavorano la sottosegretaria agli Affari Ue Laura Agea, insieme ai capogruppo Gianluca Perilli e Francesco Silvestri (pro tempore).
Lega: 400mila firme in 2 giorni contro trattato
Intanto la Lega si si è lanciata in una mobilitazione in piazza. «Quasi 400mila firme contro il Mes in due giorni, comprese le adesioni online. Grazie agli Italiani che non abbassano la testa e hanno partecipato alla
mobilitazione della Lega, da Nord a Sud. Difendiamo e difenderemo il nostro Paese contro le bugie di Conte e del suo governo sbarchi, tasse e manette» ha detto il leader del Carroccio, al termine della due giorni di mobilitazione nel weekend in 1.500 piazze italiane.












