
3′ di lettura
«La nazione viene prima della fazione», ha detto Giorgia Meloni confermando la disponibilità dell’opposizione a collaborare con il Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Anche Matteo Salvini e ancor più Forza Italia si muovono nella stessa direzione. E infatti all’indomani del decreto Cura Italia, hanno mantenuto i toni critici bassi, rinviando al confronto parlamentare le «proposte di miglioramento» del provvedimento.
La strada obbligata della responsabilità
Dopo i primi dieci giorni passati all’attacco del Governo di Giuseppe Conte (anche con dichiarazioni contraddittorie), i leader dei partiti di centrodestra hanno assunto dunque un atteggiamento da loro stesso rivendicato come di «responsabilità». Questo spirito collaborativo tuttavia è anche una necessità, una strada obbligata. In questo momento gli elettori della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia come il resto degli italiani non vogliono tifare, schierarsi ma avere risposte concrete sullo tsunami Covid-19 e sul loro futuro. L’allarme rosso sullo spread volato oltre i 300 punti basi rendono non credibili soluzioni a suon di slogan e proclami.
Cresce la fiducia nel premier Conte
Silvio Berlusconi lo sa bene. Sa che nelle tragedie (era premier quando ci fu l’attacco alle torri gemelle e il terremoto dell’Aquila) quasi sempre la fiducia nel Governo e nel premier tende ad aumentare. A distanza di qualche settimana, complice anche il leggero arretramento della Lega nei sondaggi, lo ha capito anche Salvini. Il leader del Carroccio è stato così costretto a rivedere la sua strategia, a imporsi un diverso registro di comunicazione e anche a farsi da parte.
Zaia e Fontana: ecco il modello di governo alternativo
Adesso lo spazio va lasciato ai generali in trincea: Attilio Fontana e Luca Zaia. Sono loro oggi la faccia della Lega, che va ben oltre Lombardia e Veneto perché esprimono ed evidenziano anche un modello di governo. La scelta di Zaia sui test di massa per contrastare l’epidemia così come il richiamo di Guido Bertolaso da parte di Fontana per realizzare i nuovi posti di terapia intensiva alla Fiera di Milano, di quel modello sono due esempi concreti, comprensibili, attorno ai quali c’è un consenso generalizzato tant’è che a Roma si sono guardati bene dal mettersi di traverso.
L’arrivo di Bertolaso fa tornare in campo Berlusconi
E questo sì che domani, ad emergenza finita, potrà tornare utile a Salvini sul piano nazionale così come a Meloni e Berlusconi. L’arrivo di Bertolaso e i 10 milioni donati alla Lombardia hanno fatto riconquistare posizioni al Cavaliere, di cui fino a ieri si parlava solo per la sua scelta di preferire, ai tempi del Coronavirus, la Costa Azzurra ad Arcore. Lombardia e Veneto (con l’Emilia Romagna) sono la nuova linea del Piave. A oggi però non c’è altra possibilità che collaborare con il Governo. Magari riuscendo a far passare alcune proposte di modifica in Parlamento così da poterle rivendicare. Ma senza enfasi. Consapevoli che la battaglia contro il Coronavirus è ancora lunga e inevitabilmente drammatica. Non solo per le vittime provocate direttamente da Covid-19 ma per le conseguenze economiche che si porta dietro. Le regioni del Nord, a partire da quelle governate dalla Lega come Lombardia e Veneto ma anche Piemonte e l’Emilia Romagna appena riconquistata dal presidente del Pd Stefano Bonaccini , sono il nostro fronte principale, la nuova linea del Piave per il futuro di tutta l’Italia.
Per approfondire
● Il Coronavirus non ferma i parlamentari: da inizio emergenza presentate 48 proposte di legge
● Coronavirus, verso il voto telematico alle Camere: sì di M5S, Pd e Lega
https://www.ilsole24ore.com/art/emergenza-coronavirus-e-spread-costringono-salvini-collaborare-il-governo-e-lasciare-spazio-governatori-ADWJkBE











