
«Non ritengo possibile – ha scritto in un post il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi – un colpo di spugna da parte dello Stato rispetto a reati odiosi come lo sfruttamento di esseri umani. Una sanatoria di questo tipo avrebbe effetti “morali” devastanti sul Paese. Inoltre si tratterebbe di una vera offesa nei confronti di quelle imprese oneste che hanno scelto di intraprendere un percorso di legalità, che si sono fidate di uno Stato che ha dichiarato lotta senza quartiere al lavoro nero e al caporalato. Non possiamo voltar loro le spalle proprio adesso e dire “abbiamo scherzato”».
Una linea dura alimentat direttamente da Luigi Di Maio sulla quale pesa il timore tra i Cinque Stelle di essere scavalcati a destra sui temi della legalità. Matteo Salvini annuncia già battaglia: «Invece di assicurare un lavoro ai milioni di italiani disoccupati e ai tanti immigrati regolari e perbene presenti in Italia dice il capo della Lega -, il governo pensa a una maxi sanatoria per migliaia di clandestini.
Il compromesso raggiunto all’interno della maggioranza che dovrebbe essere confermato dal testo messo a punto dal Viminale prevede che il datore di lavoro possa far emergere le situazioni non regolari con la garanzia dell’immunità penale. Una possibilità di sanatoria con il pagamento forfettario all’Inps di un contributo di 400 euro dalla quale vengono esclusi i datori di lavoro condannati (anche in via non definitiva) negli ultimi cinque anni per reati quali caporalato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reclutamento di persone da destinare alla prostituzione.
Bonus turismo, le perplessità di Iv sul meccanismo di rimborso
Nel decreto è stato inserito anche un bonus da spendere per le vacanze sul territorio nazionale: si tratta di un credito d’imposta per il 2020, in favore dei nuclei familiari con un reddito Isee fino a 50mila euro per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive. Per Italia Viva si tratta di un meccanismo che andrebbe semplificata: il credito di imposta andrebbe trasformato in contributi dirette alle aziende turistiche.
M5S contro il pacchetto banche
Un altro nodo che ha tenuto impegnata la maggioranza riguarda le misure per le piccole banche. Il Movimento 5 Stelle è contrario al pacchetto di garanzie e misure fiscali di incentivo per gli acquirenti di istituti di credito con tetto di attività fino 5 miliardi che dovessero finire in liquidazione coatta amministrativa dopo l’entrata in vigore della manovra. Per i Cinque Stelle la misura si configurerebbe come un salvataggio.











