Durante le missioni Apollo gli astronauti erano dotati di strumenti per misurare la radioattività presente sulla Luna, ma per qualche ragione questi dati non giunsero mai a terra. Ora, grazie alla missione spaziale robotica cinese Chang’e 4, atterrata sul lato oscuro della Luna all’inizio del 2019, si è potuto misurare con precisione i livelli di radiazione presenti sul suo suolo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

Le radiazioni presenti sulla Luna sono circa 200 volte superiori a quelle presenti sulla superficie terrestre e da 5 a 10 volte superiori a quelle a cui si viene esposti durante un volo transcontinentale. Sono anche 2,6 volte superiori a quelle a cui è esposta la Stazione Spaziale Internazionale.
La radiazione è l’energia che viene emessa in onde o particelle elettromagnetiche. Ciò include la luce visibile, il calore (radiazione infrarossa), i raggi X e le onde radio. Inoltre, nello spazio profondo, ci sono altri tipi di radiazioni potenzialmente dannose dai quali l’atmosfera terrestre ci protegge, come i raggi cosmici galattici, le particelle solari e i raggi gamma.
L’esposizione prolungata alle radiazioni determina un rischio elevato per la salute, con possibile insorgenza a lungo termine di malattie quali il cancro e quelle neurodegenerative.
Gli scienziati della NASA descrivono le radiazioni come il più minaccioso tra i rischi del volo spaziale. Durante la missione lunare Artemis, quando la prima donna camminerà sulla luna nel 2024, gli astronauti dovrebbero rimanere sulla superficie lunare per una settimana e condurre un minimo di due passeggiate sulla Luna.
La ricerca punta a proteggere con schermi anti-radioattivi i veicoli che viaggeranno nello spazio profondo, ma anche a trovare farmaci che possano contrastare efficaciemente l’esposizione degli astronauti alle radiazioni.












