
Dopo la positività di Valentino, un altro caso legato alla pandemìa sta facendo trenare il paddock: Tony Arbolino, ventenne pilota lombardo di Moto3, in questo momento è in quarantena nel suo motorhome, all’interno del circuito di Aragon. E’ stato fermato stamani dal governo spagnolo, alla vigilia della prima sessione delle prove libere, dopo che dell’Italia è arrivata una segnalazione: domenica sera, sul volo Alitalia da Parigi a Milano, c’era un viaggiatore “potenziale positivo” e viaggiava giusto 2 file dietro a Tony, che stava rientrando a casa al termine della corsa sulla pista di Le Mans. Il governo italiano ha trasmesso stamani la segnalazione a quello spagnolo. Arbolino nel frattempo aveva preso un altro volo – martedì – da Milano per Barcellona: in auto e insieme a Ivan, il preparatore atletico che ha sempre viaggiato con lui, era infine arrivato ad Aragon. Qui, ancora ignaro di quel che era successo, si è sottoposto ad un primo tampone il martedì stesso: negativo. “Era negativo anche ieri, giovedì, e pure stamattina: ma qui il protocollo prevede l’isolamento stretto per 10 giorni”, spiega il suo manager, Carlo Pernat. Informazione confermata ai microfoni di Sky da Giancarlo Di Filippo, medico Fim presente sulla pista. Pernat è comprensibilmente preoccupato, come tutti quelli del motomondiale: “Siamo in continuo contatto con Carmelo Ezpeleta (il numero uno della Dorna, che gestisce il circo a due ruote, ndr): non è ancora detto che Tony debba saltare la gara di domenica. Se così fosse, sarebbe un precedente importante: perché a partire da quel momento – considerato che tutti i piloti si spostano con tecnici e membri della squadra in aereo, spesso in charter – il motomondiale potrebbe saltare per aria in ogni momento. A meno che i piloti non decidano di muoversi da una parte all’altra dell’Europa in auto, magari da soli. E sarebbe assurdo”.
Fonte www.repubblica.it











