
ROMA – Si chiama Andromeda ed è la prima “Smart Light Barrier” disponibile sul mercato, ossia un guardrail in grado di riconoscere anomalie in strada e segnalarne il pericolo tramite luci intermittenti. L’azienda casertana SMA Road Safety, dopo gli attenuatori d’urto, i terminali di barriera e i dispositivi di monitoraggio – nati in questi anni e scelti per grandi opere come l’Eurasia Tunnel di Istanbul e il quarto ponte più lungo del globo in Kuwait – ora sfodera un’altra novità sul fronte sicurezza stradale passiva, pronta anche a diminuire il traffico e a tutelare l’estetica paesaggistica. La prima installazione sarà a Baronissi (SA), poi a Torino, infine, da programmi, sarà la volta di Hong Kong.
Composta da una griglia finissima di acciaio zincato, Andromeda viene inserita ad una distanza minima dal terreno, incorniciata da pali a profilo circolare in metallo, a beneficio della sicurezza di tutti gli utenti della strada, che siano alla guida di moto o autoarticolati. È proposta in due versioni: nella variante H2, ha ingombro di 14 cm di larghezza e riesce a supportare l’urto di autobus di 13 tonnellate; nella variante H4, (18 cm di larghezza) è grado di assorbire anche l’urto di autoarticolati di oltre 38 tonnellate.
Come funziona? L’innovazione, oltre il lato estetico, sta in una serie di sensori lungo la struttura. Questi permettono l’invio di alert in caso di incidente (o di eventi atmosferici), sia ai veicoli in strada, attraverso le lampade intermittenti a led, sia al gestore, mediante il portale dedicato, tramite cui può essere immediato pure l’intervento dei soccorsi che individuano esattamente il luogo dell’evento. Un modo, dunque, per aumentare l’attenzione degli utenti della strada e per agevolare le alternative di percorso già chilometri prima.
Un discorso, quello dell’azienda SMA, ufficializzato in Italia dal 2018, con l’emanazione del decreto Smart Road del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che consentiva per la prima volta l’intervento della tecnologia sulle strade con l’obiettivo di aumentare l’attenzione al volante, evitare situazioni di congestionamento, offrire percorsi in grado di agevolare il trasporto. Un mondo connesso, pensato per il conducente, che oggi, per la verità, chi guida vetture di ultima generazione già possiede, e che potrebbe sembrare un surplus, se non fosse che l’Italia vanta ancora il parco circolante più vecchio d’Europa.
“Nel nostro progetto abbiamo puntato a convogliare le performance dell’acciaio zincato con l’estetica trasparente del PET: volevamo che l’infrastruttura non impattasse a livello paesaggistico. Andromeda è l’unico prodotto in grado di farlo, oltre a migliorare la visibilità dei guidatori di giorno e di notte e ad offrire un servizio alla circolazione grazie ai sensori. Una richiesta che arriva più dall’estero che dall’Italia, a dire la verità”, commenta l’Amministratore Delegato Roberto Impero. L’infrastruttura, ad ogni modo, è stata concepita in diversi allestimenti e dunque anche senza il sistema sensoristico, così come è stato previsto per Baronissi in provincia di Salerno. Si tratta della prima installazione in assoluto: un esordio “a metà”, considerate le caratteristiche di Andromeda. Nello specifico, il progetto vede protagonista un impianto H4 bordo ponte, scelto per motivi di visibilità. “L’azienda per questi casi (pubblici e privati ndr.) offre anche la possibilità di personalizzare la barriera, usando le trame d’acciaio che la compongono. Il prezzo è nettamente inferiore nella modalità senza sensori, ma ci sono esigenze per cui la versione “smart” di Andromeda diventa l’unica soluzione”, afferma il manager. Hong Kong, ad esempio, adotterà Andromeda per il percorso verso la sua funicolare. “Siamo stati scelti perché siamo i soli ad essere così rivoluzionari”, conclude. Il sistema di ultima generazione della barriera ad oggi viene opzionato da chi vuole proteggere tanto gli automobilisti quanto tutelare le eccellenze del territorio.
Fonte www.repubblica.it












