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Salvate i bambini dall'inquinamento. L'Italia è il Paese europeo in cui i bambini sono più esposti

I bambini del Nord Italia sono i più esposti all'inquinamento atmosferico.. i più esposti di tutta Europa. Un dato allarmante che ci costringe a prendere delle misure atte a contenere il problema. L'appello al Ministro Salvini
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Metro News 24

(Il Fatto Quotidiano)

 Salvate i vostri bambini, si ammalano e muoiono più dei nostri bambini della Terra dei Fuochi campana. I dati Oms e Who appena presentati a Ginevra sono chiarissimi e allarmanti. Oltre il 95% dei nostri bambini tutti sono esposti a mortale inquinamento dell’aria.

Al Nord in particolare i registri tumori infantili arrivano a punte di duecento bambini per milione di abitanti che si ammala di cancro. La media italiana è 175. In Campania, compresa la Terra dei Fuochi, sono 165, come ha "urlato con gioia" il nostro presidente De Luca. Tutti tacciono però sul dato agghiacciante che in Europa intera e in Usa sono al massimo 140! E questo innanzitutto per il gravissimo inquinamento dell’aria in Pianura padana causato dalle micidiali polveri sottili pm 2.5, non pm 10 né diossine fermate dai filtri degli inceneritori e delle auto. Più i filtri sono efficienti, sia per le auto che per gli inceneritori, più non trattengono le polveri, ma provocano le emissioni di particelle sempre più fini e sottili, quindi sempre più mortali! Per questo ora, a cominciare dalla Lombardia, bloccheremo le auto diesel! Ma quindi, di conseguenza, dovremo a breve e progressivamente bloccare anche gli inceneritori! In Campania con un solo inceneritore che ne vale otto della Lombardia, si brucia il 29% dei nostri rifiuti urbani. In Lombardia, la regione che più dovrebbe contenere la combustione per gli ovvi motivi di mancanza di circolazione dell’aria in Pianura Padana, inceneriscono il 49% dei rifuti urbani, come la Danimarca. Ma a Copenaghen godono degli impetuosi venti del Mare del Nord: in Lombardia no.

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Fatto Quotidiano

In Ue la cifra di incenerimento considerata ottimale è il 23%. Sempre che il problema fossero i rifiuti urbani (e non lo sono). Quindi, comunque, sia in Lombardia che in Campania si incenerisce troppo e i bambini si ammalano più che in tutta Europa anche per questo! Nei giorni scorsi, a Napoli, accompagnando quale consulente tecnico padre Maurizio Patriciello, abbiamo incontrato “de visu” il ministro dell'Interno Matteo Salvini sul tema " Terre dei fuochi". Abbiamo illustrato con chiarezza le nostre priorità di richiesta di intervento sui rifiuti industriali e tossici e in particolare sui rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale che, insieme, costituiscono circa il 90% dei rifiuti prodotti alla base del fenomeno delle “Terre dei Fuochi” in tutta Italia! Al primo punto è stato quindi ribadito un intervento diretto alla emersione fiscale del “lavoro a nero” nella linea prioritaria di intervento indicata sin dal 2014 dal prefetto Donata Cafagna. Immediatamente dopo, è stato richiesto un intervento quanto più efficace e veloce possibile sulla "tracciabilità dei rifiuti industriali", al momento da decenni totalmente assente e che – per le ovvie maggiori quantità di rifiuto industriale prodotto – mette in gravissimo pericolo di disastro ambientale e danno sanitario innanzitutto le Terre dei Fuochi del Nord, in particolare la provincia di Brescia.

Successivamente – e con i precedenti punti come presupposto – intervenire sull’impiantistica necessaria che, in Campania come altrove, deve vedere prioritaria l’impiantistica per il corretto smaltimento dei rifiuti industriali e non certo solo urbani, a cominciare dagli impianti per i rifiuti ospedalieri e per i rifiuti tossici come l’amianto, non certo ulteriori quanto inutili inceneritori. Abbiamo fatto presente infatti che la Campania è già dotata di un maxi inceneritore che, da solo, equivale e già brucia più di tutti gli inceneritori (otto) oggi presenti nel LazioToscanaUmbriaMolisePuglia e Marche messi insieme e che gli indispensabili impianti di compostaggio non sono bene accetti dalla popolazione a seguito della mancata tracciabilità certa dei rifiuti in ingresso, nella perdurante assenza di tracciabilità sia dei rifiuti industriali che dei rifiuti umidi urbani. Abbiamo chiesto un intervento di legge immediato sulla tracciabilità di tutti i manufatti specie del settore tessile e pellettiero, a tutela della qualità del marchio italiano, sulla base del principio, già in vigore per il prodotto agroalimentare, che “ogni manufatto non tracciato è di per se stesso un manufatto insalubre!”.

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Corriere della Sera

A completamento e integrazione di quanto affermato abbiamo quindi consegnato al ministro, che ha letto con attenzione, la allegata tabella di produzione totale dei rifiuti in Italia, per kg di produzione procapite/anno, sulla base dei dati Ispra 2018 sui rifiuti speciali pubblicati la settimana scorsa, da cui si evince chiaramente l’enorme sproporzione di produzione dei rifiuti soprattutto in evasione fiscale tra Nord e Sud di Italia. Le Terre dei Fuochi – cioè il mancato controllo e corretto smaltimento dei rifiuti industriali e non urbani e soprattutto dei rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale e quindi da smaltire obbligatoriamente in modo illegale e tossico – sono in gran parte al Nord con problemi anche sanitari più che doppi rispetto al Sud!

Questa enorme sproporzione di produzione di rifiuti industriali, che nei decenni scorsi era stata la base del flusso di rifiuti tossici dal Nord verso il Sud, è oggi – in presenza di una legge che punisce penalmente con oltre cinque anni di reclusione “l’incendio dei rifiuti abbandonati” – il movente preciso per cui gli incendi si sono spostati dai bordi delle strade all'interno dei depositi di stoccaggio legali, sia al Sud che al Nord di Italia, e dell’inversione dei flussi di rifiuti tossici dal Sud verso gli impianti legali del Nord ma soprattutto, dal momento che si è sempre a Sud di qualcuno, di intensi quanti pericolosi flussi di rifiuti tossici in provenienti dal Sud della Germania e indirizzati innanzitutto verso gli impianti legali della Lombardia (Procura di Trento) con eccezionale nocumento della salute pubblica soprattutto in alcune province lombarde (Brescia!). Abbiamo quindi lasciato al ministro Salvini un preciso messaggio: salva i bambini, ma innanzitutto i bambini lombardi prima dei napoletani! Lo andremo a ribadire direttamente a Brescia ai Comitati Ambientalisti della Lombardia martedì 20 novembre in presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Salvate i bambini. E prima i bambini lombardi,sono molto più rovinati di noi.