Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! Se nel prossimo vedi il buono, imitalo; se nel prossimo vedi il male, guardati dentro.Confucio

Se ami il mare aiutalo anche tu. Ecco due ottime iniziative in Italia

di Marco Restelli
Tonnellate di rifiuti, pezzi di plastica, migliaia di cotton fiocc...qualcuno ha preso per discariche le spiagge e il Mediterraneo. Ma reagisce la parte più ferita del territorio: il Mezzogiorno. Con due campagne lanciate a Napoli e in Sicilia
Pulizia delle spiagge italiane
Volontari di Legambiente impegnati nella pulizia di spiagge italiane

Due importanti campagne in favore del mare e delle spiagge d'Italia sono state  lanciate proprio nella parte del territorio nazionale che più è stata ferita dall'inquinamento e dal degrado: il Mezzogiorno. Due iniziative politiche per la tutela dell'ambiente marino e delle coste sono state intraprese infatti a Napoli e in Sicilia. Vediamo di che cosa si tratta.

1) Cosa si fa a Napoli
«Il mare, è il polmone blu della Terra, produce l'80% dell'ossigeno e assorbe 1/3 dell'anidride carbonica, ma solo quando è in buona salute. Una delle chiavi per risolvere il problema è sensibilizzare i cittadini a gesti virtuosi, consumare in maniera responsabile e riciclare in maniera corretta», dice Rosalba Giugni, Presidentessa dell' Associazione Marevivo. È questo l'ispirazione della campagna presentata a Napoli il 5 maggio dal Sindaco della città Luigi de Magistris, la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni, il Presidente dell’Autorità del Mar Tirreno CentralePietro Spirito. «Il Comune di Napoli è fortemente impegnato nella tutela e difesa del mare. Ogni giorno raccogliamo sulle spiagge cittadine una quantità indecorosa ed insostenibile di rifiuti con costi in termini ambientali che non possiamo e non dobbiamo più permetterci», ha concluso la Delegata al Mare del Comune di Napoli, Daniela Villani.

2) Cosa si fa in Sicilia
 «Se butti male… finisce in mare» è il progetto educativo dell'associazione Legambiente e del Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero della Plastica), che ha visto impegnati duemila studenti, affiancati dai volontari di Legambiente, in attività didattiche e monitoraggi scientifici nei litorali siciliani.
Su dodici spiagge siciliane monitorate dagli studenti e dai volontari è stata trovata una media di 787 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia su una superficie totale di 49.550 metri quadri. La plastica si conferma il materiale più trovato (65% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (16%) e oggetti di metallo (6%).
«Per contrastare l’inquinamento in mare, che causa gravi danni all’ambiente, alla biodiversità ma anche all’economia e al turismo, è fondamentale continuare la strada intrapresa in questi anni in Italia», ha dichiarato il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani. «Allo stesso tempo è fondamentale incentivare politiche di prevenzione e incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, alle amministrazioni e soprattutto alle giovani generazioni. Anche attraverso progetti di educazione ambientale come quello che abbiamo realizzato insieme a Corepla».

Per approfondimenti sul tema delle plastiche inquinanti nei mari italiani potete leggere questo articolo e questo articolo pubblicati di recente su CorriereQuotidiano.it.