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Fondazione 3M omaggia Folco Quilici con la mostra “testimone del mondo”

di Redazione Ambiente
“Tutta la mia attività di documentarista è sempre stata guidata dal sogno di bambino: scoprire, meravigliarsi, fantasticare” Con le sue fotografie è stato in grado di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta
Fondazione 3M omaggia Folco Quilici con la mostra “testimone del mondo”

Milano Si inaugura oggi alle 18,00 presso Palazzo Giureconsulti a Milano, la mostra fotografica “Testimone del mondo” di Folco Quilici, noto regista, scrittore e documentarista ferrarese recentemente scomparso. Tutte le opere, che rimarranno esposte fino al 22 giugno, appartengono all’archivio di Fondazione 3M, istituzione culturale permanente di ricerca e formazione e proprietaria di uno storico archivio fotografico di oltre 110 mila immagini.

L’esposizione, curata dal critico fotografico Roberto Mutti, raccoglie i preziosi reportage in bianconero realizzati negli anni Sessanta in diverse parti del mondo dal pioniere della documentazione e della divulgazione naturalistica Folco Quilici. Con le sue fotografie è stato in grado di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta, ancora incorrotti da quell’antica purezza che l’avanzare della modernità già cominciava a contaminare in modo irrimediabile. Quilici descriveva infatti così la sua passione: “Tutta la mia attività di documentarista è sempre stata guidata dal sogno di bambino: scoprire, meravigliarsi, fantasticare”.

Immagine rimossa.

Le opere sono la riproduzione del suo autentico giro del mondo, tema che lega le sue fotografie e si ritrova nei suoi viaggi: a Bangkok, di cui coglie la brulicante e sfuggente vitalità, nelle isole della Polinesia francese, piene di antiche tradizioni e riti suggestivi, nella Pampa argentina, con le sue forti contraddizioni fra passato e presente, e nei servizi sul Congo e sul Ciad, da cui emerge una cura della quotidianità, osservata in maniera attenta ma distaccata. Folco Quilici modifica spesso il suo approccio fotografico, passando dal primo piano di un volto alla ripresa dell’insieme delle scene di gruppo, mantenendo però sempre uno stile caratterizzato da una grande eleganza.

Roberto Mutti onora con queste parole il grande documentarista: “È difficile dire se Folco Quilici sia stato più grande come regista con i suoi straordinari lungometraggi da “Sesto continente” del 1954 a “Cacciatore di navi” del 1990 o come divulgatore capace, con documentari come “L’Italia vista dal cielo” e con innumerevoli programmi televisivi, di raggiungere un pubblico vastissimo. Tutto ciò non dovrebbe però oscurarne la fama di eccellente fotografo dotato di uno stile asciutto, essenziale, diretto e mai banale”.

Immagine rimossa.

L’esposizione va a inserirsi tra gli eventi della 13ª edizione del Milano Photofestival 2018, che si svolge dal 24 aprile al 30 giugno, sotto la direzione artistica di Roberto Mutti. La rassegna della fotografia dallo slogan “Innovazione Conoscenza Storia” ospita 165 mostre in un centinaio di sedi ed è un’occasione per rivedere i lavori di importanti fotografi del passato. Alcune esposizioni sono ospitate all’interno di due prestigiosi edifici storici di Milano, i cosiddetti “Palazzi della Fotografia”: Palazzo Castiglioni di Confcommercio e Palazzo Giureconsulti della Camera di Commercio.

La mostra “Testimone del mondo” sarà aperta dall’8 al 22 giugno, dal lunedì al venerdì dalle ore 11:30 alle 18:00, al primo piano di Palazzo Giureconsulti, in piazza dei Mercanti 2, Milano.