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Salviamo la nostra Terra, è l'unica che abbiamo

di Redazione Ambiente
Oggi tutto il mondo festeggia la Giornata della Terra, la più grande manifestazione ambientalista del pianeta. Oltre un miliardo di persone di 192 Paesi renderanno omaggio a questo evento. Per vivere meglio oggi, pensando a domani
Giornata della Terra 2018

Quarantotto anni fa 20 milioni di americani sono scesi in strada, da costa a costa, per manifestare a favore dell'ambiente. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente comprendono di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzano proteste contro il degrado ambientale: è così che il 22 aprile è diventato l'Earth Day, la Giornata della Terra.

Oggi come allora, il 22 aprile è l’unico momento in cui i cittadini di tutto il mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia, coinvolgendo ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 Paesi nel mondo, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera.

Nata nel 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali del pianeta, vede il movimento universitario in prima linea: nel tempo l’Earth Day è diventato un avvenimento educativo e informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo, si parla di riciclo dei materiali, di conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, di divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, della cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Come nasce l’Earth Day. L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” viene discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam sono in aumento: il senatore americano Nelson organizza un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riesce a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversa ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.

Da un disastro ambientale l’idea di tutelare la terra. L'Earth Day prende definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decide sia giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico.

Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

La Giornata della Terra ha dato una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e ha contribuito a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro.

I momenti più eclatanti dal 1970 a oggi. Earth Day ha celebrato il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui una spedizione formata da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizza un collegamento mondiale via satellite ma, soprattutto, trasporta a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni. Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, oltre 5.000 gruppi ambientalisti si uniscono al progetto in tutto il mondo, raggiungendo centinaia di milioni di persone.

Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda a un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.