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La Gran Bretagna si converte al ritorno del “vuoto a rendere”

di Alessandro Ragazzo
La tutela dell’ambiente diventa un aspetto sempre più fondamentale: nel Pacifico c’è un’isola di plastica tre volte la Francia
Tutela dell'ambiente, la Gran Bretagna si converte al ritorno del “vuoto a rendere”

In Germania, Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Ungheria e Repubblica Ceca lo stanno facendo da un pezzo, ora si sta allineando pure la Gran Bretagna, che ha deciso di rispolverare i “vuoti a rendere”. Il provvedimento guarda, ovviamente, a ridurre i rifiuti di vetro, plastica e lattine, sulla scia di quanto si fa in alcune situazioni pure in Italia ma non è diffuso come altrove.

Il procedimento è piuttosto semplice: paghi una cauzione al momento dell’acquisto e sarà restituita al momento della rosa del contenitore vuoto. Nella fattispecie, in Gran Bretagna il materiale recuperato si potrà lasciare in apposite macchine-cassonetto e vicino ci sarà un distributore automatico di monetine. Infatti, il pagamento del deposito costerà 25 centesimi di euro, 22 pence per la precisione.

E riciclare la plastica diventa fondamentale; tra le ragioni che spingono a fare la raccolta differenziata c’è la sua lenta degradabilità. I contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile abbandonati nell’ambiente impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere degradati, mentre per oggetti più inconsistenti, come le carte telefoniche e i sacchetti, il tempo necessario è almeno 1000 anni. Insomma, fate voi quante generazioni se lo porterebbero dietro.

Lo smaltimento della plastica può essere effettuato attraverso il recupero o il riciclo della stessa, dalla quale è possibile non solo ottenere nuovi prodotti, ma anche energia, calore ed elettricità. Il riciclaggio meccanico prevede la trasformazione da materia a materia: la plastica non più utilizzata diventa il punto di partenza per nuovi prodotti. Questa tecnica consiste essenzialmente nella rilavorazione termica o meccanica dei rifiuti plastici.

Per questo fa specie pensare come tra la California e le Hawaii, nell’oceano il Pacifico, galleggi un’isola di 1,6 chilometri quadrati di plastica. Sì, avete letto bene, laddove ci si immagini spiagge bianche, sole, mare, palme, esiste una massa grande tre volte la Francia, che pesa 80 mila tonnellate per 1,8 trilioni di pezzi. Numeri spaventosi, emersi dopo una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Report, dove al centro la densità arriva sino a 100 chili di plastica per chilometro quadrato. Di più, perché gran parte del materiale contiene sostanze tossiche. Pensate a chi vive nel mare, mangia e poi magari quel prodotto, e stiamo parlando del pesce ovviamente, finisce nelle nostre tavole.

Per questo la tutela dell’ambiente passa attraverso i piccoli grandi gesti quotidiani.