Oggi è l’Overshoot Day Terrestre. A partire da questo momento il Pianeta ha terminato tutte le risorse a disposizione per l’anno 2018. Il capodanno del consumismo è l’1 agosto 2018.

A partire dagli anni ’70, in seguito al boom economico che investì il mondo occidentale, la produzione di beni di consumo cominciò ad aumentare in maniera esponenziale. Ci si rese conto che il pianeta Terra è dotato, come tutti gli ecosistemi, di una propria capacità rigenerativa, corrispondente al sottile equilibrio tra il consumo di risorse e il loro ripristino. 

Nacque così l’Overshoot Day, che ai tempi venne fissato verso fine settembre, proprio per monitorare l’attività umana di consumo e produzione in relazione alle possibilità del nostro pianeta di “stare al passo” con i nostri ritmi. 

Oggi il giorno del debito ecologico, non è piu a fine settembre ma è in anticipo di quasi due mesi, questo perchè ogni anno consumiamo sempre di più. Ciò significa che anche quest’anno la popolazione Terrestre ha consumato tutte le risorse, ovvero carne, pesce, acqua, legna, frutta, verdura, cominciando da oggi a consumare quelle disponibili per il 2019. Un capodanno afoso e che di gioioso ha  ben poco.

La Global Footprint Network, organizzazione internazionale che si occupa del monitoraggio dei consumi e dell’impronta ecologica globale, ha dichiarato che attualmente per soddisfare i bisogni del pianeta servirebbero 1,7 terre all’anno.

Dunque da qui alla fine dell’anno stiamo abusando delle capacità rigenerative del nostro pianeta, portandole allo stremo, immettendo nell’atmosfera molta più co2 di quanta le foreste e i mari possano assorbire. L’86% del mondo è in debito ecologico con la terra: in Italia ad esempio siamo particolarmente anti-green, nel senso che se tutti vivessero e consumassero come noi ci vorrebbero 2,7 terre all’anno.

Attualmente gli abitanti del pianeta stanno consumando 20 miliardi di ettari di terra all’anno, ovvero 54 milioni di ettari al giorno. Per sostenere tali consumi avremmo bisogno di 4,3 ettari di terra a testa, che equivale a ben due volte e mezza la quantità a cui avremmo diritto.

La Terra sta patendo,  è una risorsa finita e i costi di questo squilibrio insostenibile si traducono in : siccità, perdita biodiversità, scarsità di acqua dolce, deforestazione,  erosione dei suoli, ecc.

Senza voler creare allarmismi, ma piuttosto mettendo in guardia ciascuno di noi, è opportuno dire che le soluzioni ci sono e molte di queste sono già in atto. Abbiamo ad esempio le energie rinnovabili, che ad oggi costituiscono il 32% della produzione elettrica globale. Dobbiamo fare di più e produrre di meno, senza cadere nella trappola dell’impotenza perchè siamo tutti co-produttori e co-consumatori, perciò capaci di intervenire sulle rotte globali. cercare di spostarsi meno con l’auto, ad esempio, significa fare del bene all’aria che respiriamo noi e che respireranno i nostri figli, e i figli dei nostri figli.

Le generazioni future saranno le principali vittime della nostra mala gestione di oggi e partendo da questa responsabilità generazionale si pongono le basi per una corretta e sana  gestione delle risorse di tutti, presenti e futuri che siano.

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