Prima Pagina>Ambiente>Cinque milioni di tonnellate di tecnologia avviate al riciclo
Ambiente

Cinque milioni di tonnellate di tecnologia avviate al riciclo

Circa venti volte il peso del Colosseo, fatto di pile e batterie esauste, rifiuti elettronici e pneumatici fuori uso gestiti negli ultimi 30 anni. I dati aggiornati del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. Lombardia e Veneto le regioni virtuose

Solo nel 2017, sono stati raccolte oltre 140mila tonnellate di prodotti tecnologici, avviati al riciclo e trasformati in nuove risorse, percorrendo quasi 2 milioni di chilometri, riducendo le emissioni inquinanti di più del 57 per cento rispetto al 2016, grazie al rinnovo del parco mezzi della rete logistica.

Questi i dati del Rapporto annuale di attività del Cobat, istituito nel 1988, uno dei primi consorzi ad avviare in Italia un percorso virtuoso di economia circolare, gestisce da trent’anni il fine vita dei beni immessi al consumo, garantendo i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed economica.

Siamo nati per risolvere il problema ambientale delle batterie al piombo, trasformandolo in un’opportunità economica per il Paese. È quello stesso spirito – spiega Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, all’Adnkronos che ci ha portato ad applicare il metodo Cobat anche ai Raee”, ovvero i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il principio dell’economia circolare, anche se ancora non sapevamo che si chiamasse così – continua Morandi – ci ha guidato quando, in anticipo sulle normative nazionali ed europee, abbiamo creato la prima filiera per la raccolta e il riciclo dei moduli fotovoltaici. E lo stesso abbiamo fatto, continuiamo e continueremo a fare, con gli pneumatici e tante altre tipologie di prodotti di nuova generazione, su cui è necessario investire in ricerca, per arrivare ai fuochi di segnalazione e pirotecnici, con la promozione del nuovo consorzio Cogepir”.

I dati del rapporto Cobat. Nel 2017 Cobat si riconferma primo sistema di raccolta e di riciclo di pile e accumulatori in Italia con il 49,3 per cento dell’immesso al consumo di accumulatori industriali e per veicoli e il 26,8 per cento in quello delle pile e degli accumulatori portatili. Per quanto riguarda il settore degli accumulatori al piombo, il Consorzio ha raccolto nel 2017 oltre 117mila tonnellate in tutta Italia.

Raccolta di accumulatori al piombo esausti a livello regionale. Le Regioni che registrano il maggiore incremento dei quantitativi di raccolta sono Umbria (+33%), Piemonte-Val d’Aosta (+23%) e Lazio (+12); in termini assoluti, Lombardia, Veneto e Campania raggiungono i migliori risultati rispettivamente con oltre 22mila e più di 12mila tonnellate per le ultime due Regioni.

Raccolta di pile portatili esauste a livello regionale. Lombardia, Veneto e Lazio sono le regioni più virtuose, rispettivamente con oltre 505, 277 e 135 tonnellate, mentre per quanto riguarda la variazione percentuale rispetto al 2016 emergono su tutte Calabria (+277%), Sardegna (+253%) e Campania (+202%).

La gestione dei Raee. Nel 2017 il Cobat ne ha raccolto quasi 16 mila tonnellate, grazie agli oltre 1.300 punti di raccolta in tutta Italia. Da segnalare la raccolta dei Raee professionali, svolta direttamente dal Consorzio attraverso i Punti Cobat presso i clienti dei propri soci, passata da 161 tonnellate nel 2016 a 1.360 tonnellate nel 2017.

Pfu – Pneumatici fuori uso. Anche nel 2017, Cobat ha ottenuto il formale riconoscimento da parte del Comitato per la Gestione degli presso Aci, per la gestione degli Pfu prodotti dal settore dell’autodemolizione. Il quantitativo gestito dal Consorzio ha superato le 1.800 tonnellate, corrispondente a un incremento del 10 per cento rispetto al 2016.

Logistica e impatto ambientale. Nel 2017 sono stati oltre 1 milione e 800mila i km percorsi con un risparmio di emissioni di gas inquinanti di più del 57 per cento rispetto all’anno precedente.

Migliorare la raccolta significa rendere più facile e veloce il servizio offerto alle imprese e ai cittadini – dichiara Michele Zilla, direttore Generale di Cobat – Per questo motivo abbiamo fatto accordi con grandi associazioni di categoria, permettendo a decine di migliaia di imprese di usufruire dei nostri servizi di raccolta in maniera semplificata attraverso un’apposita piattaforma web. Inoltre collaboriamo con i produttori di beni per trovare nuove soluzioni dedicate agli utenti finali. Uno dei migliori esempi è Cobat Zero Waste, un progetto che permette all’acquirente finale di attivare una garanzia sul fine vita del bene comprato e successivamente richiedere il ritiro attraverso una semplice procedura online”.

Rispondi