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Città verdi, città sane. I sindaci di 19 metropoli si impegnano per il cambiamento

Network C40 lancia l’iniziativa a cui aderiscono 19 metropoli terrestri. L’obiettivo è trasformare le città in luoghi sempre più sostenibili ed efficienti da un punto di vista energetico.

Alla vigilia del Global Climate Action Summit, che avrà luogo il prossimo 12 settembre a San Francisco, il network C40 lancia un’iniziativa alle metropoli della terra. Difendere l’ambiente favorendo l’edilizia sostenibile.

I sindaci di diciannove importanti città del mondo, da Los Angeles a Tokyo, sono scesi in campo nella tutela di un futuro green, con l’obiettivo di creare entro il 2030 edifici a emissioni zero, ed entro il 2050 trasformare le vecchie costruzioni in edifici ecologici.

Tra le città che hanno preso parte all’iniziativa ci sono: Copenaghen, Johannesburg, Londra, Montreal, New York, Newburyport, Portland, San Francisco, San Jose, Santa Monica, Stoccolma, Tshwane, Vancouver e Washington.

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“Il cambiamento climatico rappresenta una sfida esistenziale per la città di New York. Rendere i nostri edifici più sostenibili è una parte chiave della soluzione”, ha detto il sindaco newyorchese Bill de Blasio. “Vogliamo rendere Londra una città a zero emissioni entro il 2050”, ha affermato il sindaco della capitale britannica, Sadiq Khan. “Stiamo lavorando duramente per consentire che i suoi edifici siano efficienti e alimentati con fonti pulite”.

Anne Hidalgo, sindaca di Parigi sostiene che “con questo accordo le città stanno rendendo concreto l’accordo di Parigi sul clima, e stanno costruendo città migliori per le generazioni a venire.
Ancora una volta, il futuro si sta svolgendo nelle città”.

Lo dice anche l’Unione europea, con l’ultima direttiva in materia pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue nella scorsa metà di giugno. Per Bruxelles ogni Stato dovrà porre degli obiettivi intermedi da raggiungere al 2030 e al 2040, predisponendo una strategia ben precisa. C’è tempo fino al 2020 per essere recepita dagli Stati membri e richiede, entro il 2050, un parco immobiliare, quindi pubblico e privato, che sia decarbonizzato e ad alta efficienza energetica (vengono definiti near-zero energy, energia quasi zero). Nel mirino ci sono gli edifici “energivori”, quindi quelli che consumano molta più energia di quanta ne producono, con l’obiettivo di tagliare tra l’80 e il 95% delle emissioni dell’inizio degli anni Novanta. Secondo le nuove norme, gli Stati membri dovranno portare lo smaltimento dei rifiuti in discarica al 10% entro il 2035. Oltre a un obiettivo di riciclaggio dei rifiuti urbani complessivamente pari al 65% entro il 2035, è previsto un obiettivo di riciclaggio specifico per gli imballaggi in plastica: entro il 2030 dovrà esserne riciclato almeno il 55 %.

Inoltre, stiamo compiendo un altro passo avanti in fatto di plastica, una delle sfide ambientali ed economiche più urgenti del nostro tempo. La proposta legislativa della Commissione europea sui rifiuti marini contribuisce a impedire che i rifiuti di plastica finiscano in discarica e gioverà anche alle nostre città.

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A ciò va aggiunto l’aggiornamento delle norme in materia di acqua potabile. Il migliore accesso all’acqua di rubinetto associato alla maggiore trasparenza sulla qualità dell’acqua aumenterà la fiducia nell’acqua di rubinetto e ridurrà il consumo delle bottiglie di plastica per l’acqua.

Una cosa è certa: affinché le nostre città diventino più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, è fondamentale la partecipazione dei cittadini. Le città che hanno sviluppato strategie per migliorare il coinvolgimento, la collaborazione e la comunicazione con i portatori d’interesse locali sono città che riescono a trasformare in realtà la loro visione sostenibile.

Nel frattempo a Oslo si sono presi avanti con i tempi, decidendo di realizzare la prima città verde d’Europa, totalmente ecosostenibile e a impatto zero. Sarà situata vicino all’aeroporto di Oslo, completamente autonoma sul fronte energetico e servita da mezzi elettrici che si autoguidano. Un progetto realizzato dalla Haptic Architects e Nordic Office of Architecture e i cui lavori inizieranno nel 2019, mentre i primi edifici si prevede che verranno terminati entro il 2022.

La città del futuro avrà un estensione di 370 ettari e come spiega Tomas Stokke, direttore di Haptic Architects: “Sarà la prima città aeroportuale a energia positiva, con sistemi intelligenti di illuminazione automatica prodotta con energia del tutto rinnovabile.”

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