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Costa resta all’Ambiente, bis per il generale in prima linea nella Terra dei Fuochi  

 

Confermato al ministero dell’Ambiente Sergio Costa, attuale titolare del dicastero nel Conte 1. Nato a Napoli il 22 aprile 1959 si è laureato in Scienze Agrarie all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Entra nel 1987 nel Corpo Forestale dello Stato, dal 2005 al 2008 è comandante della polizia provinciale di Napoli. Rientrato nei ruoli del Corpo Forestale dello Stato, nel 2009 è Comandante Regionale Corpo Forestale dello Stato Basilicata; dal 2012 Comandante provinciale del Corpo Forestale di Napoli e dal 2014 Comandante regionale Corpo Forestale della Campania.

Poi, dal 2017 è Generale di Brigata Carabinieri, Comandante Regione Carabinieri Forestale Campania. In prima linea nella battaglia sulla Terra dei Fuochi, contribuisce a svelare il dramma dei rifiuti in territorio campano.

Dal primo giugno 2018 è ministro dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del mare con il primo governo Conte.

Tra i provvedimenti sostenuti dall’inizio dell’incarico, il ddl Salvamare, già calendarizzato alla Camera per il mese di settembre, che permetterà ai pescatori di portare a terra i rifiuti finiti nelle reti durante le attività di pesca. Sempre voluta da Costa la campagna plastic free, con il ministero di via Cristoforo Colombo libero dalla plastica monouso già dal 4 ottobre dello scorso anno, e arrivata ad oggi a oltre 250 adesioni tra istituzioni, enti locali e università. Da ministro crea una specifica competenza per l’economia circolare presso il ministero dell’Ambiente, lavorando sui decreti End of Waste per consentire le fasi di riciclo dei rifiuti.

“Stop trivelle, riduzione dei rifiuti, stop inceneritori, chiusura delle centrali a carbone entro il 2025: sono punti essenziali di un manifesto programmatico che è necessario adottare, per il bene delle future generazioni”, scrive in questi giorni di trattative sul suo profilo Facebook.

 

 

 

Adnkronos.

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