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Da ‘spettro’ paesaggistico a eccezionale attrazione turistica

La costruzione della struttura in cemento aveva sepolto sette villaggi, costringendo gli abitanti ad emigrare in Francia, Svizzera e altre regioni d’Italia. I lavori dell’invaso sono stati avviati e terminati negli Anni Cinquanta

 VALGRISENCHE. Forse, il più grande dei pittori non riuscirebbe a riprodurre su tela il panorama che, in questo periodo, si può ammirare a Valgrisenche: il cielo di un azzurro intenso diventa  una stupenda ‘volta’ sotto cui sembrano incastonarsi le cime innevate, le pinete, le distese montuose prive di vegetazione. E, al centro, di questo pittoresco ‘quadro’ della Natura, la Grande Sassière, superba montagna che sovrasta la località mortificata, per decenni, da una presenza ingombrante: la diga di Beauregard.

 Il desiderio espresso dai vari amministratori comunali si è sempre sintetizzato in un unico obiettivo: ‘ingentilire’ il muraglione, ‘cancellando’ l’inevitabile impatto ambientale.Progetto condiviso, appieno, dalla popolazione e realizzato nel quinquennio 2011/2015. Una scelta che, oltre ad essere obbligata per motivi di sicurezza, ha esaudito le aspettative degli abitanti della vallata e dell’intera popolazione valdostana.

  L’abbassamento della struttura in cemento armato di oltre 50 metri ha restituito ad abitanti e turisti un panorama da ‘cartolina’ in cui riemerge la stupefacente maestosità dei monti, la bellezza selvaggia della vegetazione e l’attrattiva di un sito di alta montagna in cui l’occhio si perde in un ‘arcobaleno’ di colori.

 “La riduzione dell’altezza del muro – dice il sindaco Riccardo Moret –  ha permesso l’adeguamento al progetto voluto dal Commissario straordinario nominato dal Consiglio dei Ministri, salvaguardando, nel contempo, la funzione di laminazione delle piene in caso di alluvione. Siamo al massimo della sicurezza e al mantenimento della produzione di energia elettrica, obiettivo per cui era stato costruito negli Anni Cinquanta, l’invaso di Beauregard.”.

  Di grande importanza l’aspetto turistico di questo Comune dove si riversano villeggianti appassionati della montagna ‘dura’, cultori di escursioni suggestive, dello sci estremo possibile con l’Elisky.

  L’apertura di un cantiere ha permesso il ripristino dell’ambiente con la piantumazione di specie autoctone. Una convenzione con la Compagnia Valdostana delle Acque consentirà lo sfruttamento del bacino in termini di grande attrattiva. Turismo ambientale, invitato a passeggiare sul muraglione della diga, ad accomodarsi nell’area pique-nique di prossimo allestimento sul terrapieno realizzato all’interno dell’invaso e di portare i bambini a divertirsi nel parco giochi, nell’area di Fornet, uno degli otto villaggi sepolti dalla costruzione del ‘barrage’.

 Ancora il sindaco Moret: “ Fra le strutture ludiche spiccherà la nostra ‘mascotte’. ‘Trapotta’, una gigantesca bambola vestita con il ‘drap’, il nostro tessuto tradizionale conosciuto, ormai, nel mondo”. Futuro imminente in cui il primo cittadino di questo paese intende predisporre un’accoglienza ‘dieci stelle’. E, quindi, annuncia un altro altisonante programma turistico: “La parte a valle della diga – dice – potrebbe diventare un simpatico punto di ritrovo con tanto di sala-cinema ‘en plein air”. 

 Non è tutto. Il rilancio del nuovo volto di Valgrisenche coinciderà, stando alle intenzioni di Riccardo Moret, e non solo, con la trasformazione del muro grigio di cemento in un elegante schermo per la proiezione di cortometraggi, diapositive, pellicole inerenti all’ambiente, alla flora e alla fauna del luogo.

  Dal ‘cilindro’ del sindaco, in ogni caso, usciranno altre offerte a sorpresa:. “Eventi e concerti di un certo livello – anticipa – in questo straordinario ‘anfiteatro’ quale è, oggi, l’entourage della diga di Beauregard, ammirato dai turisti e, in particolare, dalla popolazione”, sottolinea, ricordando come la sinergia tra CVA, Comune di Valgrisenche e operatori dei vari settori abbia ridonato alla collettività un ambiente sicuro e fruibile, appieno, dal turismo.

 

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