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Emissioni auto, nuove norme Unione europea per evitare ulteriori frodi

Il Parlamento ha approvato in via definitiva una vigilanza più rigorosa sull’omologazione delle auto per garantire che le norme siano applicate in modo uniforme

Rafforzare l’indipendenza dei controlli e prevenire i conflitti d’interesse, facendo chiarezza sulle responsabilità delle autorità nazionali di omologazione, dei centri di test e degli organismi di vigilanza del mercato.

Questo il sunto del documento che sarà applicabile dall’1 settembre 2020 e ogni paese dell’Ue dovrà effettuare un numero minimo di controlli sulle autovetture ogni anno, ossia almeno uno ogni 40 mila nuovi veicoli immatricolati in uno Stato membro e almeno il 20% dei test dovranno riguardare le emissioni. Per i Paesi con un basso numero di immatricolazioni, dovranno essere effettuati un minimo di cinque controlli annui in totale.

La Commissione europea potrà inoltre effettuare controlli e ispezioni sui veicoli per verificarne la conformità e potrà infliggere sanzioni amministrative fino a 30 mila euro per ogni veicolo non conforme.

Le nuove norme introducono un diverso regime di controlli per garantire che le automobili rimangano entro i limiti di emissione per tutto il loro ciclo di vita. I centri di prova (i così detti “servizi tecnici”) saranno sottoposti a revisioni regolari e indipendenti.

I proprietari di automobili saranno rimborsati qualora dovessero essere obbligati a effettuare riparazioni sui propri veicoli, in caso di non rispetto delle norme, a meno che il costruttore non ne decida il ritiro. Le officine indipendenti avranno accesso alle informazioni relative ai veicoli per poter competere con i concessionari e contribuire alla riduzione dei prezzi.

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