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Giornata mondiale contro l’amianto: ecco a che punto siamo

La buona notizia è che l’uso di questo materiale velenoso è calato del 55%, anche se molte nazioni fra cui Cina e Russia, continuano a produrlo. In occasione del 28 aprile, vediamo i rischi, i passi avanti e cosa resta da fare

Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto e per la salute sul posto di lavoro. Una giornata utile per ricordare a tutti – e alle istituzioni anzitutto – che la battaglia contro questo materiale venefico ha fatto passi avanti ma non è stata ancora vinta. Rispetto al picco di utilizzo del 1980, l’uso di questo materiale è diminuito del 55%. È tanto? Forse è ancora troppo poco…

Tante, troppe sono state, nel corso del tempo, le morti per tumore di lavoratori esposti alle esalazioni di questa fibra killer. Perciò non a caso dal 27 al 29 aprile si terrà una serie di eventi sul tema nel luogo simbolo della lotta all’amianto: Casale Monferrato, il comune piemontese dove nel 1907 la multinazionale Eternit aprì il più grande stabilimento d’Europa per la produzione di questo materiale fortemente dannoso per la salute.

La situazione attuale nel mondo. Ancora oggi sono circa 125 milioni le persone, in tutto il mondo, esposte all’amianto sul posto di lavoro. Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esposizione all’amianto causa ancora oggi centomila morti all’anno (sopratutto per tumore) e ha un costo sociale, in spese sanitarie, tra i 2,4 e i 3,9 miliardi di dollari. Da decenni questo materiale è stato bandito ma ci sono ancora Paesi che lo producono: Cina, Russia, Brasile e Kazakhistan. 

La situazione attuale in Italia.  Il nostro Paese mise fuorilegge l’amianto nel 1992, ben vent’anni dopo la Danimarca, ma anche prima di molte altre nazioni. Tuttavia l’azione per rimuovere la presenza di questo materiale dannoso da uffici, fabbriche e case non è ancora stata completata.
«L’amianto è ancora oggi un problema irrisolto del nostro Paese dove causa oltre 6.000 morti», ha dichiarato Andrea Minutolo, coordinatore dell’Ufficio scientifico di Legambiente. «Ad oggi non si è riusciti ancora a costruire un quadro completo sulle quantità e sulla localizzazione dell’amianto presente sul territorio nazionale. Urge al più presto completare il quadro di insieme che è ancora troppo sottostimato rispetto alla realtà e bonificare edifici pubblici, privati, scuole e industrie che ancora oggi sono contaminate dalla presenza di questa pericolosa fibra killer».

Per informazioni: Liberidallamianto.it

One thought on “Giornata mondiale contro l’amianto: ecco a che punto siamo

  1. È inconcepibile che nel 2019 dopo 20 anni dalla messa al bando dell’amianto non si sia ancora fatto un censimento delle quantità e dei luoghi. È stata demandata ai cittadini la denuncia dei luoghi e le strutture ancora contenenti questo killer. Personalmente ho a meno di 10 Mt, circa 80 mq di amianto che coprono un capannone che è stato costruito più di 20 anni fa’. Ho fatto esposto al Comune, ONA, USL, hanno fatto il sopraluogo ma ancora non è successo niente. Aspetterò ancora qualche mese dopodiché provvederò a denunciare alla Procura della Repubblica lo stato dei fatti ed arriverò anche alla Magistratura, se necessario, fino a che non avrò soddisfazione. Non posso permettere che mio nipote debba vivere in un luogo malsano e pericoloso, solo perché chi deve vigilare non lo fa’ o non lo vuole fare.

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