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I mille usi della Canapa. Da biocarburante a fibra tessile.

Questa pianta, spesso confusa con la sorella illegale, è stata oggetto di una campagna di demonizzazione anche a causa degli interessi economici delle grandi lobby di potere che la reputano una minaccia ai propri profitti.

Ricca di proteine , antiossidanti e vitamine, se utilizzata in cucina; pronta a sostituire la plastica o a trasformarsi in carta, in tessuto o addirittura in un combustibile, se destinata ad altri usi. Conosciuta dalla notte dei tempi e utilizzata nella medicina naturale, la canapa è una delle piante più versatili del mondo. Vittima del proibizionismo, perché confusa con la “sorella” marijuana, la canapa industriale sta acquisendo sempre più fama, vincendo la diffidenza dei consumatori. Celebrata da più parti, nel campo bio ma anche nei grandi eventi, come “Canapa Mundi”, Fiera Internazionale della canapa, questa pianta merita, dunque, di conquistare un posto di primo piano tra le specie vegetali amiche dell’uomo e dell’ambiente. 

CANAPA

La differenza tra Canapa e Marijuana è nel grado di Thc. La famiglia della canapa comprende diverse specie di piante. Tra di esse, quella più utilizzata dall’uomo è la Canapa Sativa, la cui resina è praticamente priva di cannabinoidi, ovvero le sostanze psicotrope di cui il Thc è il principale componente, ed è quindi usata nel settore alimentare, tessile, energetico. I cannabinoidi invece sono presenti nelle foglie e nelle infiorescenze di un’altra specie di canapa, la Canapa Indiana o Canapa Indica. La sua resina è ricca di Thc: fin dall’antichità erano note le sue proprietà curative, tanto che sia in Oriente sia in Occidente era diffusa la pratica di fumare le foglie arrotolate di canapa. La marijuana è considerata una droga leggera e la sua coltivazione in Italia è vietata. Canapa e marijuana non sono, dunque, la stessa cosa. La canapa, inoltre, pur mantenendo un aspetto simile alla marijuana, è stata sempre più selezionata per l’uso industriale, il che ha ridotto al minimo le concentrazioni di THC. In una normale varietà di canapa industriale certificata la quantità di THC è irrilevante e trascurabile (meno dello 0,2%) e, quindi, completamente legale.

All’inizio del 1900, prima dell’avvento del proibizionismo, in Italia si coltivavano più di 100mila ettari di canapa. Nel 2015 ne abbiamo coltivati poco più di 3mila. Questo perché la pianta è passata dall’essere centro di un’economia fiorente a prodotto fuorilegge, a causa della confusione con la marijuana. Oggi la canapa vive un periodo di riscoperta. La nuova legge italiana sulla canapa industriale è entrata in vigore il 14 gennaio 2017 e stabilisce, tra le altre cose, che non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Al di sotto di questa soglia, quindi, è possibile coltivare canapa senza problemi.

canap

La canapa può essere impiegata anche nel settore tessile. Le coltivazioni di canapa si pongono come un’alternativa a quelle di cotone, le quali spesso vengono criticate per il loro impatto ambientale, sia per il ricorso a pesticidi, sia per l’uso di ingenti risorse idriche. La pianta di canapa è più sostenibile: richiede un impiego di pesticidi e di fertilizzanti decisamente inferiore. Dalla canapa, inoltre, si ottengono filati resistenti utilizzabili per la produzione di tessuti destinati alla produzione di manufatti tessili, accessori e capi d’abbigliamento. L’uso nel settore tessile è antichissimo: sembra che i Fenici la utilizzassero per realizzare le vele delle imbarcazioni.

Pochi sanno che dalla canapa è possibile ottenere carta di utilizzo comune o di alta qualità: si potrebbe usare anche per stampare giornali o per produrre cartoni. È ottenuta dalla stoppa e dalla parte legnosa della canapa, chiamata canapolo, rimaste a seguito dell’estrazione della fibra tessile o dei semi. Dato che si utilizzano gli scarti, si potrebbe impiegare un’unica coltivazione di canapa – principalmente usata per produrre fibre tessili, semi o olio – anche per produrre carta, con un vantaggio in termini di risparmio economico. L’uso della canapa per produrre carta è noto da tempo: anche la Costituzione Americana fu scritta su fogli di canapa. Negli USA, in particolare, la canapa è stata molto coltivata, fin dall’epoca della colonizzazione: i primi Stati istituiti negli USA richiedevano agli agricoltori di coltivare legalmente la canapa, sanzionando chi si opponeva.

canapa

La canapa costituisce una valida alternativa al petrolio. Anche in questo ambito si conferma amica dell’ambiente e come combustibile. Utilizzarla per la combustione non incrementerebbe infatti i quantitativi di Co2 rilasciati in atmosfera, in quanto l’emissione di anidride carbonica durante la combustione sarebbe controbilanciata dal quantitativo di Co2 assorbito dalla canapa stessa nel corso della coltivazione delle relative piante. Forse proprio per tale ragione questa versatile pianta è stata nei decenni demonizzata e protagonista di un vero e proprio processo di disinformazione, in quanto reale concorrente di una delle sostanze più utilizzate e quotate in borsa del mondo.

( The Huffington Post)

 

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