Prima Pagina>Ambiente>In Germania multe salatissime per chi uccide api, vespe a altri animali
Ambiente

In Germania multe salatissime per chi uccide api, vespe a altri animali

Una rigida legge federale in difesa della biodiversità, per combattere l’ondata di “isterismo da insetti” che induce molte persone a ucciderli indiscriminatamente senza considerare la loro importanza per gli ecosistemi. Potrà sembrare buffo ma è cosi

Si rischiano fino a 65.000 euro di multa per l’uccisione di api, vespe, calabroni, insetti impollinatori vari ma anche farfalle e altri animali che rientrano tra le specie protette. Sarà che ormai sul pianeta Terra le specie protette e in via di estinzione costituiscono la maggior parte delle creature viventi.

Ebbene si, la legge federale tedesca che varia a seconda della località, non ammette sgarri, proibendo il disturbo e l’uccisione di tutti gli animali selvatici a meno che non ci sia una causa ragionevole.

Il clamoroso aumento delle temperature ha attirato in tutta Europa un numero eccezionale di insetti, favorendone la moltiplicazione. Sebbene per molti ciò possa costituire un fastidio, per la legge tedesca invece è essenziale che le specie vengano tutelate e rispettate, data l’importanza della biodiversità anche per la stessa specie umana. Chi uccide una vespa, se colto sul fatto rischia una multa che va da 5.000 a 65.000 euro. Se l’insetto è specie protetta, la multa sale vertiginosamente. Anche il danneggiamento dei luoghi in cui gli animali vivono è perseguibile a norma di legge.

api

Esistono delle eccezioni ammesse: chi è allergico alle vespe ad esempio può ucciderle in caso veda messa a repentaglio la sua stessa vita, ma per distruggere un nido è necessario il consenso delle autorità. Salvo rare eccezioni dunque è severamente vietato minacciare, disturbare o uccidere le specie viventi essenziali per il mantenimento dell’equilibrio degli habitat.

L’avvocato Andreas Ackenheil che si occupa di difesa degli animali ha affermato che “la minaccia delle vespe è assolutamente sopravvalutata. Su 10.000 specie esistenti soltanto due sarebbero pericolose per l’uomo, ma di solito non entrano in contatto con le aree popolate.”

Le conseguenze terribili che derivano dall’uccisione di queste specie devono essere tenute in considerazione dai governi e dalla popolazione, non più soltanto da coloro che vengono definiti o si definiscono “ambientalisti”. Un appellativo ormai obsoleto se si considera che senza l’ambiente sano nessun essere vivente, uomo compreso, potrebbe vivere.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *