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L’appello: “Sbloccare il riciclo dei rifiuti in Italia”  

L'appello: Sbloccare il riciclo dei rifiuti in Italia

“L’economia circolare è paralizzata. Il blocco delle attività ci costa 2 miliardi di euro all’anno”. Occorre “recepire subito la norma europea che consente il rilascio delle autorizzazioni al riciclo”. E’ l’appello a governo e Parlamento che arriva dal mondo imprenditoriale e associativo per trovare una soluzione al blocco delle operazioni di riciclo dei rifiuti nel nostro Paese.

“E’ un ulteriore e disperato tentativo di farci ascoltare da una politica alla quale da un anno e mezzo chiediamo l’End of Waste e, abbiamo l’impressione, che invece ci abbia dato con lo ‘Sblocca Cantieri’ l’End of Circular Economy”, dice il presidente di Fise Unicircular (Unione Imprese dell’Economia Circolare) Andrea Fluttero.

Perché questo blocco? “Una sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto paralizzato le operazioni di riciclo dei rifiuti. La misura dello Sblocca Cantieri in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) non ha risolto la situazione, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo previste e regolate dal DM 5 febbraio 1998 e successivi, escludendo quindi quelle che sono state sviluppate nel frattempo”, spiegano i firmatari, oltre 50 realtà del mondo imprenditoriale e delle associazioni.

Questo quadro normativo “di fatto impedisce diverse attività di riciclo di rifiuti di origine sia urbana che industriale – spiegano – e la realizzazione di nuove attività e impianti. Gli impianti devono essere autorizzati a far cessare la qualifica di rifiuto (End of waste) in modo che dopo il trattamento restituiscano prodotti, materiali e oggetti destinati al mercato”.

“Se le operazioni di riciclo non vengono rapidamente sbloccate – sottolinea Andrea Bianchi, direttore Politiche industriali di Confindustria, nel suo intervento – la crisi in atto che già colpisce la gestione dei rifiuti, urbani e speciali, si aggraverà e porterà a situazioni critiche in molte città su tutto il territorio nazionale, con il rischio di sovraccaricare le discariche e gli inceneritori”.

Né pare praticabile, ai firmatari, la strada dei decreti ministeriali il cui iter, fino alla pubblicazione, appare troppo lento per risolvere l’attuale fase di stallo. La soluzione proposta? “Recepire subito l’articolo 6 della Direttiva europea 851 del 2018 e consentire, in assenza di decreti di cessazione della qualifica del rifiuto nazionali e nei casi non previsti e non regolati dal Dm del 5 febbraio del ’98, che le Regioni possano autorizzare caso per caso il riciclo applicando le condizioni e i criteri previsti dalla nuova direttiva”, spiega Edo Ronchi, presidente del Circular Economy Network, illustrando la proposta contenuta nell’appello alle istituzioni.

Da parte sua, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa dichiara all’Adnkronos: “Accogliamo l’appello delle imprese e delle associazioni e stiamo proprio in queste ore limando un emendamento che potrà far uscire il settore dallo stallo. Nel frattempo stiamo continuando a lavorare senza sosta ai decreti end of waste per singole materie, nella strada tracciata dal decreto per i pannolini e materiali assorbenti per la persona”.

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