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Mobilità: Focus2R, più infrastrutture ciclabili, Reggio Emilia maglia rosa  

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Cresce l'Italia a due ruote

Cresce il mercato a due ruote in Italia, e anche l’attenzione dei Comuni italiani. Salgono infatti la disponibilità media di infrastrutture ciclabili, il numero di città dove è consentito trasportare le bici sui mezzi pubblici e i Comuni dotati di bike sharing. Ma i dati indicano anche che occorrono più investimenti per la sicurezza.

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È questa la fotografia dell’Italia a due ruote immortalata dal terzo rapporto Focus2R, presentato oggi a Milano. Promossa da Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori) e Legambiente, elaborata da Ambiente Italia, società di consulenza ambientale, l’indagine dell’Osservatorio Nazionale Infrastrutture, Sicurezza e Mobilità per le due ruote fornisce ogni anno la fotografia delle politiche dedicate a ciclisti e motociclisti dai Comuni italiani capoluogo di Provincia. I risultati del monitoraggio sono il frutto di un questionario rivolto a 104 municipi, cui hanno risposto quest’anno 83 Comuni, l’80% degli intervistati.








La disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h sale nel 2017 a 7,82 metri equivalenti (+9% rispetto al 2015). Reggio Emilia conferma il valore più alto dell’indice di infrastrutture per la ciclabilità (40,9 metri equivalenti/100 abitanti). A seguire Cremona, Mantova e Lodi, che arrivano a circa 30 metri, mentre Ravenna, Verbania e Vercelli si collocano tra i 20 e i 25.

Sostanzialmente stabile la possibilità di accesso delle biciclette nelle corsie riservate ai mezzi pubblici che rimane intorno al 20%. Il numero di Comuni in cui è consentito il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici cresce dal 31% del 2015 al 45% del 2017. Stando ai dati del report, il numero di Comuni che hanno allestito postazioni di interscambio bici in tutte o almeno una stazione ferroviaria cresce dal 69% al 73% del 2017. La disponibilità media di parcheggi per le biciclette è stabile intorno al 9%. E ancora: la percentuale di città dove sono disponibili punti di ricarica elettrici delle biciclette a pedalata assistita si conferma al 39% nel 2017 (38% nel 2016).

Nel bike sharing sale il numero di biciclette per ogni città: escludendo Milano, dove sono presenti 16.600 biciclette e 257.000 abbonati, in media sono disponibili 156 bici per Comune, distribuite in 16 stazioni con 2039 abbonati. In tutto sono 59 i Comuni dotati di un servizio di bike sharing (59%, in crescita del 6,1%), in 14 sono disponibili anche biciclette a pedalata assistita.

“Le città sono causa ed effetto di una nuova domanda di mobilità. Dai contesti urbani emerge con forza la necessità di trovare soluzioni organiche per favorire il decongestionamento del traffico veicolare, sviluppare l’intermodalità e l’integrazione, aumentare la sicurezza stradale, ridurre i tempi di parcheggio e percorrenza e, soprattutto, migliorare la qualità dell’aria” avverte Andrea Dell’Orto, presidente di Confindustria Ancma.

Secondo Alberto Fiorillo, responsabile trasporti di Legambiente, “serve un piano di investimenti straordinari, politici ed economici, per la sicurezza stradale. Pedoni e utenti delle due ruote sono spesso esposti a rischi elevatissimi che, soprattutto nelle aree urbane, possono essere ridotti al minimo seguendo quanto già stanno facendo altre città europee. Inoltre è necessario avviare una bella ‘cura dimagrante’ del parco auto”. Le zone d’ombra riportate dall’indagine riguardano, infatti, in generale il miglioramento della sicurezza. Scende infatti il numero dei Comuni che dichiara di avere inserito almeno una misura in questa direzione per le biciclette nei Piani Urbano della Mobilità (-15,4%), mentre l’80% afferma di non avere messo in campo iniziative analoghe per le motociclette.

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