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Non solo respirano: alle piante “batte” anche il cuore

Ricercatori ungheresi e danesi paragonano queste oscillazioni a intervalli regolari a una sorta di battito cardiaco vegetale, legato a un lento, ma costante, sistema di pompaggio attivo della linfa

Molte piante, e molti alberi, attraversano periodici cambiamenti di forma e posizione delle fronde sincronizzati per tutte le parti della pianta, indipendenti dall’alternanza giorno-notte.

Questi impercettibili movimenti sembrerebbero legati a cambiamenti periodici di pressione dell’acqua che passa attraverso le radici e il fusto: gli alberi la risucchierebbero attivamente in fasi periodiche, della durata di alcune ore.

Prima della ricerca unipotesi simile sembrava impensabile, si credeva invece che l’evaporazione di liquidi dalle foglie innescasse una risalita passiva di nutrienti dal terreno.

Nella classica fisiologia delle piante, i processi di trasporto sono spiegati come flussi costanti con fluttuazioni trascurabili nel tempo – hanno spiegato gli autori della ricerca – i modelli correnti non consideravano esistessero fluttuazioni periodiche più corte delle 24 ore“.

Nel 2016, lo stesso gruppo di ricerca aveva dimostrato che di notte le piante “respirano”, abbassando le fronde anche di 10 cm. Questi movimenti avvengono su base circadiana: di giorno, i rami tornano in posizione normale. Il lento battito osservato, invece, è qualcosa di diverso, che non dipende dall’alternanza luce-buio.

I meccanismi di pompaggio non sono ancora ben compresi: potrebbero dipendere dalla contrazione delle cellule dello xilema, ossia il tessuto all’interno del tronco adibito al trasporto della linfa: strizzandosi come spugne, sembrerebbero favorire la risalita dell’acqua. Si tratta ancora soltanto di un’ipotesi.

In un supplemento di ricerca, gli scienziati hanno attribuito le cause delle oscillazioni all’alimentazione attiva della pianta, che trae acqua dalle radici in impulsi che durano qualche ora e che, avvenendo tra una sezione della pianta e l’altra, richiederebbero un minor dispendio energetico rispetto a una singola risalita lungo l’intera altezza del fusto.

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