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Quando distruggere è creare: “Frammenti” di comunità a Monticello d’Alba

Fare spazio alla bellezza

«Ogni atto di creazione», raccontava Pablo Picasso, è al contempo «un atto di distruzione». Le parole del pittore spagnolo sono il claim ideale per il bando Distruzione della Fondazione CRC.

Un bando innovativo, avviato nel 2017 e nel 2018, che oggi rende tangibili i suoi obiettivi, che cominciano a diventare risultati. Due su tutti: distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e ambientale; coinvolgere le comunità nella “presa in carico” del luogo, attraverso processi di partecipazione, progettuale e/o fattiva.

L’iniziativa, davvero inedita, è volta a promuovere il miglioramento del contesto urbano e paesaggistico della provincia di Cuneo attraverso azioni di demolizione, mitigazione ed eliminazione. Perché se troppo spesso scelte infelici hanno deturpato centri urbani, monumenti e paesaggi del nostro territorio, oggi possiamo porre rimedio “distruggendo” il brutto in favore del bello.

Per il Bando Distruzione sono stati selezionati venti progetti e nelle prossime settimane sarà anche attiva, sul sito dell’iniziativa (► qui), la piattaforma che permetterà a tutti di “votare” il progetto che più gli sta a cuore. Anche questo, spiegano da Fondazione CRC, è «un modo per coinvolgere ulteriormente le comunità in questo processo di presa in carico e di riscoperta della bellezza».

Arte e cura del bene comune: Frammenti di Valerio Berruti

Venerdì 5 aprile, nello splendido contesto di Monticello d’Alba, grazie al bando “Distruzione” è stato inaugurato il complesso monumentale Frammenti opera dell’artista piemontese Valerio Berruti. Un’opera che richiama fortemente al senso del “bene comune”, ha spiegato l’artista, Un’opera che, per trasformare un muro di contenimento in cemento armato, «mette in dialogo con la natura e la comunità».

L’orribile muro di cemento armato posto proprio di fronte al municipio del paese è stato così trasformato, acquistando una nuova dimensione e conferendola allo spazio attorno. Anche quando distruggere è impossibile, l’arte può trasformare il brutto in bello. Cambiando non solo la prospettiva, ma anche gli sguardi di chi attraversa il territorio e di chi lo abita. «Nel progetto ho pensato a qualcosa che potesse essere “d’istruzione”» , spiega Valerio Berruti. Così, prosegue, «ho realizzato un’opera che ha a che fare con la land art, ma anche con la cura del bene pubblico».

L’edera, che cresce ai piedi del monumento, dovrà essere curata. Ma sarà la comunità a doversene prendere cura, spontanemente. Altrimenti? Altrimenti, nel corso degli anni, si “mangerà” (o, meglio, coprirà) l’opera. E il brutto si riprenderà lo spazio che, oggi, è stato riconquistato dalla bellezza. «Credo fortemente che l’arte contemporanea sia di tutti, per tutti. Sia per la gente e con la gente», ha spiegato Berruti davanti alle tantissime persone arrivate per l’inagurazione. «Il fatto che una comunità si raduni davanti all’opera di un artista è ciò che ci fa sperare. Quando un giorno i miei figli e i figli dei miei figli torneranno qui, che cosa troveranno? Edera? O qualcuno di noi si sarà preso cura di questo muro? È il rischio, ma è anche la bellezza della sfida».

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